La moglie magica – Sveva Casati Modignani

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Titolo : La moglie magica

Autore: Sveva Casati Modignani

Editore : Sperling & Kupfer

Genere: narrativa

Prezzo : 8,90€ (cartaceo), 6,99€ (ebook)

Una gabbia dorata non è altro che un’illusione di libertà.

E sarà proprio tra le pareti di questa prigione che la protagonista di questo romanzo, conosciuta da tutti con il nome di Magia, si troverà a combattere per tornare padrona della sua esistenza.
Il libro comincia con la portinaia di un palazzo lussuoso che legge ad una sua cara amica, che lavora come domestica negli appartamenti di quello stesso palazzo, un trafiletto di un noto quotidiano nazionale che parla di un tentato suicidio di una giovane donna, residente in un quartiere signorile di Milano. Da questo punto di partenza si snoda la storia di Mariangela (questo il vero nome di Magia) la quale, fortunatamente, riesce a scampare alla morte che in un momento di profonda demoralizzazione le era sembrata un luogo accogliente dove cercare un po’ della pace persa ormai da tempo.
Magia, originaria di un paesino di montagna, sin da giovanissima era stata una ragazza solare, spigliata ed intelligente, e, appena finita la scuola aveva subito cercato lavoro per rendersi indipendente e non gravare sulle spalle della sua modesta famiglia. La giovane, ingenuamente, aveva sempre sognato di lasciare il suo piccolo paese natale per andare a vivere in qualche metropoli italiana e  vive l’arrivo di Paolo, bellissimo e misterioso, come un dono del cielo, come un segno del destino. Purtroppo non è tutto oro quel che luccica.
Alcuni comportamenti di Paolo, infatti, mettono in allerta i genitori e la sorella di Mariangela, facendo loro temere il peggio. La giovane, però, si rifiuta di dare ascolto alla sua famiglia e in breve tempo si sposa con quel milanese ricco, affascinante ed imprevedibile. Magia presto capisce che è attraverso i regali costosi ed il continuo parlarle delle ricchezze della sua famiglia d’origine che Paolo le dimostra il suo affetto. Affetto che in breve tempo si tramuta in possesso e gelosia. Senza rendersene conto Magia diventa sempre più remissiva e spaventata dai continui attacchi di gelosia del marito: ogni cosa potrebbe essere il pretesto per un suo scatto di violenza, ogni parola va misurata, ogni mancanza evitata. È dopo l’ennesimo gesto violento del marito che Mariangela trova il coraggio di riprendere in mano la sua vita e ribellarsi, per salvare se stessa e i figli.

Ho trovato questo romanzo scritto davvero bene, tanto che subito dopo averne iniziato la lettura mi ha tenuta incollata allo schermo del mio lettore ebook fino a quando non sono arrivata alla fine. In un paio d’ore l’ho letto e gustato e sono rimasta piacevolmente colpita dalle capacità di questa scrittrice, fino ad oggi conosciuta da me solo di nome.
Ho trovato la trama di questo romanzo di narrativa molto ben strutturata: non risulta mai pesante nonostante il tema importante e delicato che va a trattare, quello della violenza sulle donne.

Il mio consiglio, per tutti coloro che vorrebbero approcciarsi a questa autrice ma non l’hanno ancora fatto, è di farlo leggendo questo romanzo, perché è piuttosto breve ed è così ben “confezionato” che un capitolo tira l’altro. Personalmente dopo aver letto La moglie magica mi è venuta voglia di leggere anche gli altri romanzi della Modignani (che, per la cronaca, sono tantissimi!).

Valutazione: ★★★★★

Manu

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Amin, che è volato giù di sotto – Nadia Morbelli

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Titolo : Amin, che è volato giù di sotto

Autore: Nadia Morbelli

Editore : Giunti

Genere: giallo popolare

Prezzo : 10€ (cartaceo), 4€ (ebook)

Amin, che è volato giù di sotto è il secondo romanzo di Nadia Morbelli, nata a Genova e redattrice in una piccola casa editrice. Attualmente vive tra Genova e il Piemonte, da cui proviene parte della sua famiglia.

Uno dei tratti distintivi di questa autrice e dei suoi romanzi è l’ambientazione nella quale si snodano tutte le vicende narrate: a farla da padrona è, infatti, Genova, con le sue stradine, i caruggi, i palazzi costruiti uno a ridosso dell’altro, la zona del porto antico e del centro storico.

L’io narrante è quello della protagonista, che come l’autrice si chiama Nadia e che, proprio come lei, lavora in una piccola casa editrice genovese.
Una sera Nadia uscendo tardi dal lavoro, in una Genova sulla quale sta scendendo il velo nero e freddo della notte invernale, scorge un sacco scuro lasciato in mezzo alla strada. In un primo momento crede sia un sacco della spazzatura lasciato in mezzo al caruggio da qualche residente poco educato ma capisce ben presto che si tratta, invece, del corpo senza vita di un giovane africano. La polizia, giunta immediatamente sul posto, archivia in quattro e quattr’otto il caso come suicidio involontario: secondo le forze dell’ordine il ragazzo, sicuramente sotto effetto di stupefacenti (che magari oltre ad assumere si occupava anche di spacciare), si è sporto troppo dalla finestra della sua abitazione ed è caduto giù. Una tragedia evitabile, niente di sconvolgente.
La protagonista, che i lettori hanno già avuto modo di conoscere ed apprezzare nel primo romanzo della Morbelli (Hanno ammazzato la Marinin, pubblicato da Giunti), non crede però a questa ipotesi sbrigativa e poco attenta. Decide, per questo, di indagare per conto suo.

Parlando con ex compagni universitari, amiche storiche, colleghi e conoscenti, tra una cena in trattoria ed un fine settimana a casa dei genitori in Piemonte, Nadia scoprirà che dietro la morte di Amin si nasconde un mondo di bugie, traffici illeciti e di insospettabili criminali; e che qualcuno, che dice di essere dell’Interpol, si è messo sulle sue tracce per farla tacere una volta per tutte.
In tutto questo vorticoso susseguirsi di vicende e colpi di scena, ritroviamo il vicequestore Prini, descritto dalla nostra esuberante investigatrice come un uomo rozzo e poco attraente nell’aspetto ma galante nei modi, conosciuto da Nadia durante la sua prima indagine non ufficiale. E il lettore scopre che forse, tra i due, potrebbe nascere qualcosa…

Ve lo consiglio!

Valutazione: ★★★

Manu

Cari mostri – Stefano Benni

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Titolo : Cari mostri
Autore: Stefano Benni
Editore : Feltrinelli
Prezzo : 17€ (cartaceo), 9.99€ (ebook)

La paura è una grande passione, se è vera deve essere smisurata e crescente. Di paura si deve morire. Il resto sono piccoli turbamenti, spaventi da salotto, schizzi di sangue da pulire con un fazzolettino. L’abisso non ha comodi gradini.

Cari mostri è l’ultimo romanzo di Stefano Benni, ed il primo che personalmente ho letto di questo autore. Avevo intravisto alcune copie del libro qualche tempo fa, gironzolando tra gli scaffali di una fornita libreria e la mia attenzione era stata immediatamente catturata dall’illustrazione di Luca Ralli scelta come copertina: definirla inquietante è poco. Il titolo di questa raccolta, poi, è spiazzante nella sua incisività.

Già, perché dovete sapere che i mostri ai quali si riferisce Benni non sono solo demoni che la mattina mangiano anime a colazione; il più delle volte sono creature che non svelano facilmente la propria crudele identità, ma che preferiscono, spesso e volentieri, celarsi sotto mentite spoglie.


I mostri sono gli altri. I mostri siamo noi.


E così, immergendoci tra le pagine di questa raccolta di racconti brevi e brevissimi, diretti e spesso geniali ci troviamo catapultati in misteriosi negozi di bizzarri animali, in tetri e sconosciuti corridoi del Vaticano, in anguste sale di un museo popolate da mummie egizie con una storia da scoprire, a proprio rischio e pericolo. Ma non solo.

Tra i moltissimi personaggi che popolano la fantasia dell’autore, troviamo anche persone comuni, almeno all’apparenza: ragazzine disposte a tutto pur di andare al concerto del proprio idolo; compagni di scuola che stufi di farsi sbeffeggiare da coetanei arrivisti meditano la propria vendetta; addirittura gatti che giocano a fare i detective e a smascherare uno spietato killer di felini.

E ancora, vampiri tartassati da Equitalia; alieni che ad un’asta acquistano la Terra a patto di disinfestarla dai propri inquilini spesso incivili e con manie di dominio e distruzione; star del pop con oscuri segreti, storie della nostra infanzia (in questo caso Hansel & Gretel) rivisitate in una moderna chiave horror.


Insomma in questo libro ci sono racconti per tutti i gusti: paurosi, certo, ma nei quali non manca mai un pizzico di arguta e geniale ironia.

Valutazione: ★★★

Manu

Recensione di Ambulatorio 62 – Ivan Caldarese

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Titolo : Ambulatorio 62 – L’inchiostro che parla di cancro
Autore: Ivan Caldarese
Editore : Marotta & Cafiero Editori
Prezzo : 10€ (cartaceo)

C’era in effetti, l’impronta del sentimento, nel dramma che stavo per iniziare a vivere: era l’amore per la mia vita, che avevo capito solo allora quanto valesse per me.

Cosa accade quando la routine della vita quotidiana improvvisamente viene meno?

Quando le nostre apparentemente solide certezze fatte di giornate in ufficio, pause pranzo con i colleghi, serate in palestra e week-end in compagnia degli amici sembrano inevitabilmente crollare sotto i nostri piedi?

È proprio in quel momento che gli occhi si spalancano, riuscendo a vedere e ad apprezzare la vera essenza della vita e non più solo la mera apparenza. Quella vera essenza che puoi trovare “solo attraverso l’accettazione di tutte le emozioni dell’esistenza, quelle positive e quelle negative e quindi non solo la speranza, ma anche la paura; non solo la gioia, ma anche il dolore”. In un mondo che ci impone di indossare quotidianamente una maschera e di mostrarci agli altri come individui indistruttibili, forti, competitivi e spietati, pronti a tirare fuori gli artigli in ogni occasione per far fede alla regola della giungla dove il più forte mangia il più debole; la malattia, seppur tanto odiata e temuta, sembra il mezzo più efficace per farci rallentare e riflettere. Quando il proprio corpo e la propria anima si trovano, loro malgrado, soggiogate dal morbo della malattia, quando la morte diviene improvvisamente una possibilità concreta e palpabile, tutto acquisisce, inevitabilmente, un significato ed uno spessore differente rispetto a quello al quale siamo abituati.

È, infatti, proprio di malattia che parla questo libro, “Ambulatorio 62 – L’inchiostro che parla di cancro”, della lotta coraggiosa ed estenuante del protagonista contro “il male del secolo”, della paura, attanagliante, di non farcela, dell’incredulità e della rabbia per il tiro beffardo che il destino gli ha giocato; ma anche della speranza, della serenità di esserci ancora, dello stupore meravigliato per l’immensa bellezza delle piccole cose che lo circondano, di quei dettagli che nella frenesia della vita quotidiana aveva spesso guardato solo distrattamente.
Di solito, tanto assorbiti dai nostri impegni, finiamo per vivere in una sorta di rituale un giorno dopo l’altro, e così via per mesi ed anni, e, mentre inesorabilmente il tempo scorre, noi restiamo fermi nel nostro “tran tran quotidiano”. Le priorità rimangono le stesse: “ci scanniamo per avere, possedere, conquistare, ma poi moriamo comunque e non ci porteremo dietro niente… come facciamo a non rendercene mai abbastanza conto?”

 

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La dedica nella copia del libro che l’autore mi ha regalato.

Lo scrittore, usando la penna con innegabile maestria, accompagna passo passo il lettore nel suo mondo, fatto di visite, ambulatori, medici, speranze, esami e paure. Le emozioni e i pensieri del protagonista sono tanto trasparenti e sinceri che, alla fine del romanzo, mi sono immersa nelle pagine fino a commuovermi e a condividere tantissimi pensieri dell’autore.

Consiglio caldamente la lettura di questo romanzo a chiunque non abbia il timore di commuoversi e di riflettere sulla bellezza della quotidianità.

Manu

Libri in uscita – Marzo 2016

Buongiorno lettori! Eccomi qui con la segnalazione di alcuni titoli in uscita nel mese di Marzo:

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AUTORE: Pedro Chagas Freitas
TITOLO: Prometto di sposarti ogni giorno
EDITORE: Garzanti Libri
GENERE: Narrativa

In libreria dal 31 Marzo.

L’amore è scegliersi ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo. Il treno sfreccia silenzioso in una mattinata grigia. Pedro sta guardando le nuvole che lentamente si aprono, quando all’improvviso un raggio di sole entra dal finestrino e illumina la ragazza seduta di fronte a lui. Barbara ha gli occhi grandi, un viso da bambina e un sorriso puro. I due si innamorano a prima vista. E decidono che ogni giorno insieme deve essere come la prima volta.

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AUTORE: Renée Knight
TITOLO: La vita perfetta
EDITORE: Piemme
GENERE: Giallo – Thriller

In libreria dal 15 Marzo.

Dall’editore inglese del bestseller “La ragazza del treno”, ecco “La vita perfetta” un nuovo thriller psicologico venduto in 30 Paesi. Protagonista Catherine Ravenscroft, donna che non sa cosa sia il sonno. Da quando in casa sua è comparsa l’edizione scalcagnata di un romanzo intitolato Un perfetto sconosciuto, non riesce più a fare sonni tranquilli, né a vivere la sua vita di filmmaker di successo, con la sua bella famiglia composta da un marito innamorato e un figlio ormai grande. Non ci riesce perché quel libro – anche se Catherine non sa chi l’abbia scritto o come possa essere finito a casa sua – racconta qualcosa che soltanto lei sa.

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AUTORE: Stephen King
TITOLO: Il bazar dei brutti sogni
EDITORE: Sperling & Kupfer

GENERE: Antologia di racconti horror

In libreria dal 22 Marzo.

Il maestro dell’horror Stephen King torna con “Il bazar dei brutti sogni”, una raccolta di racconti da brivido, alcuni dei quali completamente inediti, accompagnati da una serie di commenti autobiografici, ricchi di aneddoti, rivelazioni sulle circostanze che lo hanno portato a scriverli. Attenti alla lama, avverte l’autore introducendo una delle venti storie. La lama infatti è sempre presente.

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AUTORE: Gianrico Carofiglio

TITOLO: Passeggeri Notturni

EDITORE: Einaudi

GENERE: Narrativa

In libreria dal 15 Marzo.

Un almanacco di soluzioni inattese, di rivelazioni ironiche, di folgoranti incidenti del pensiero. I titoli di questa singolare raccolta – trenta scritti di tre pagine ciascuno rappresentano di volta in volta un genere diverso, in un susseguirsi di aneddoti, brevi saggi, racconti fulminei. Li popolano soprattutto figure femminili sfuggenti e indimenticabili, mentre a vicende drammatiche, o amare, si alternano situazioni comiche, sempre in un gioco di specchi tra realtà e finzione.

Cosa ne pensate di queste proposte?

C’è qualche libro che state aspettando con impazienza?

Io non vedo l’ora di leggere “Il Bazar dei Brutti Sogni” di King, ma anche gli altri libri che vi ho segnalato mi incuriosiscono molto!

Manu

Segnalazione “L’ora del Diavolo” – Alessio Del Debbio

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TITOLO: L’ora Del Diavolo
AUTORE: Alessio Del Debbio
EDITORE: Sensoinverso Edizioni
GENERE: Antologia di racconti fantastici
FORMATO: Cartaceo
PAGINE: 130
PREZZO: 15 euro

IL LIBRO

“L’ora del diavolo” è un’antologia di racconti fantastici ispirati a leggende e tradizioni lucchesi, rielaborate in forma romanzesca. Tredici storie, tredici strade che ci portano dritti nelle tenebre, nei luoghi oscuri e misteriosi delle Alpi Apuane, in Versilia e nella Piana di Lucca. Leggende e antiche credenze sono amalgamate in racconti dalle sfumature inquietanti e fantastiche, con magia e speranza che si intrecciano facendo luce sugli aspetti più crudi della natura umana.
Il diavolo si insinua nelle vite degli uomini, li tenta e li inganna: ma da sempre è l’uomo stesso a invocarne la presenza per godere di favori altrimenti inappagati e impossibili da soddisfare. “L’ora del diavolo” rielabora l’eterna lotta tra il Bene e il Male: bontà e forza di volontà contrapposte e furbizia e malvagità.

Numerose le leggende locali utilizzate nella creazione dei racconti, incentrati o legati alla figura del diavolo, come corruttore di anime, mercante di sogni, sobillatore e firmatario di patti che impegnano gli uomini in cambio di qualche servizio reso loro dal maligno. Qualche esempio? La storia di Lucida Mansi, della Busdraga di Camaiore, l’edificazione del Ponte del Diavolo, le figure degli streghi e dei Serpenti Volastri, il gigante del Monte Freddone, le fate di pioggia, le sirene, l’ombra di fumo e via dicendo.

L’ AUTORE

Viareggino, Alessio Del Debbio ha pubblicato il racconto fantasy distopico “L’abisso alla fine del mondo”, nel 2014, il romanzo young adults “Anime contro”, nel 2015, il romanzo new adult “Favola di una Falena”, Panesi Edizioni, nel 2016, e “L’ora del diavolo”, Sensoinverso Edizioni, sempre nel 2016. Numerosi suoi racconti sono usciti in antologie, come “I mondi del fantasy”, di Limana Umanìta Edizioni, “Racconti toscani” di Historica Edizioni, e le riviste Contempo e Streetbook Magazine. Dal 2015 collabora con il portale di letteratura fantastica “Lande incantate” in cui scrive recensioni di romanzi fantasy contemporanei. Nell’estate 2015 organizza, assieme alla scrittrice Elena Covani, la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari presso il Bagno Paradiso di Viareggio, per far conoscere autori toscani. Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori emergenti di letteratura italiana.

 Il libro è acquistabile dal sito della casa editrice Sensoinverso e sui principali store online (Amazon, Ibs, Mondadori Store).

Buona lettura!

Manu

Cocco di Nonna – Anthony Horowitz

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Il libro di cui vi voglio parlare oggi è Cocco di Nonna, romanzo per ragazzi pubblicato in Italia da Salani Editore e scritto da un autore davvero degno di nota, Anthony Horowitz. Pur essendo un libro “di paura” per bambini e ragazzi, ci sono alcuni stralci che definire comici è riduttivo.

Joe, figlio unico di una famiglia bizzarra, egoista ed oltremodo assente, ha due genitori che si dimostrano completamente anafettivi nei suoi confronti. Per questo motivo il bambino è spesso affidato a tate e baby-sitter, talvolta addirittura ad un anzianissimo giardiniere che lavora per i suoi genitori da molti anni. L’esistenza di Joe scorre tranquilla e, in ogni caso, il ragazzo è ormai abituato a gestirsi in quasi completa autonomia senza problemi. Tutto sembra andare bene fino a quando nel romanzo inizia a farsi strada la prepotente ed inquietante figura di Nonnina, la vecchissima nonna materna del protagonista. Joe, durante una cena in sua compagnia si rende conto che quella vecchina tutto è tranne che una dolce ed affettuosa nonna. Oltre all’insistenza con la quale lo constringe a rimpinzarsi di tartine vomitevoli, disgustose aringhe puzzolenti e viscide, ricotta andata a male e biscottini ricoperti di muffa, un particolare inquietante terrorizza il bambino più di ogni altra cosa: lo sguardo di Nonnina, il lampo malvagio e malefico che si accende nei suoi occhi quando lo osserva.

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Quando i genitori di Joe decidono di partire per le vacanze, ovviamente senza portarsi dietro il figlio, la situazione peggiora drasticamente. I due, infatti, decidono consensualmente di affidarlo all’anziana nonna la quale lo trascina con sé in un paesino sperduto e sconosciuto. Joe e la nonna alloggiano in un albergo dove l’età media dei turisti è sulla settantina e, ovunque sposti lo sguardo, il ragazzino vede solo anziane signore: rugosissime, sorde, sdentate, con occhiali spessi come il fondo di una bottiglia. Ad accumunarle, oltre all’età, è la luce rapace che brilla nei loro occhi ogni volta che osservano Joe.
Il protagonista capisce che la sua vita è in pericolo, ma neanche nei suoi più fervidi incubi può immaginare cosa lo aspetti in quel tranquillo e placido, almeno all’apparenza, paesino.

La Nonnina che la fa da padrona in questo ottimo romanzo per ragazzi sembra stare a metà tra la donna malvagia e cannibale di Hansel e Gretel e una delle strane donne descritte con estrema maestria ne Le Streghe di Roald Dahl. Il tributo a quest’ultimo, almeno secondo me, è evidente e fortemente voluto: in Cocco di Nonna, infatti, il lettore trova un capitolo nel quale Joe descrive una grande sala dell’albergo, dove la nonna lo ha portato in villeggiatura, allestito per ospitare il “Ritrovo annuale delle Nonnine”; proprio come nel salone dell’hotel nel romanzo di Dahl un grande salone era adibito ad ospitare la “Reale Società per la Protezione dell’Infanzia Maltrattata”, che altro non era che il raduno annuale delle streghe inglesi.

Questo romanzo di Horowitz mi è piaciuto molto, per lo stile narrativo, fluido ed incalzante, e per la capacità dell’autore di alternare momenti di suspance e mistero ad altri assolutamente esilaranti.

Valutazione: ★★★

Manu

 

Agatha Raisin e i giorni del diluvio – M.C. Beaton

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Autore: M.C. Beaton

Titolo: Agatha Raisin e i giorni del diluvio

Genere:  Giallo popolare

Prezzo:  8,99 euro (versione ebook)  12,75 euro (versione cartacea)

Agatha Raisin e i giorni del diluvio è l’ultimo romanzo pubblicato in Italia della serie su Agatha Raisin, ironica e spumeggiante investigatrice dilettante, ideata M.Chesney, che scrive sotto lo pseudonimo di M.C.Beaton. La cinquantenne protagonista di questo e di molti altri libri della Chesney, si è trasferita dalla movimentata Londra alla placida e sonnecchiosa Carsely.

In questo episodio troviamo un’Agatha triste e demoralizzata, dopo che il suo bel vicino di casa James Lacey, diventato suo marito dopo varie peripezie della nostra protagonista, ha deciso di lasciarla per darsi alla spiritualità religiosa in un convento. Tutto sembra scorrere in modo monotono e noioso, fino a quando Agatha scorge il cadavere di una giovane donna vestita da sposa galleggiare nelle acque di un fiume. La donna decide di indagare per dare un nome a quella sfortunata ragazza e per capire chi sia stato a compiere un gesto tanto ignobile. Trovatasi da sola, poichè nessuno vuole mettersi nei guai per “giocare” ai detective insieme a lei, Agatha si cimenta nelle indagini contando solo sulle proprie intuizioni (almeno all’inizio) e, riuscendo a risolvere il caso, sperimenta una rinnovata fiducia in se stessa.

Questo libro mi è piaciuto molto, così come gli altri della Beaton che ho avuto modo di leggere ( cliccando qui troverete una mia recensione su un altro dei suoi  romanzi, Agatha Raisin e il veterinario crudele). Agatha continua a far sorridere il lettore con il suo modo di fare pratico, ironico, a volte brusco ma inconfondibile, grazie anche alla capacità dell’autrice di scrivere libri accattivanti e piacevolmente scorrevoli. La Beaton è una scrittrice di quei romanzi che io definisco “gialli all’acqua di rose” (noti ai più come “gialli popolari”), racconti con un pizzico di mistero e avventura che non focalizzano l’attenzione del lettore su intrighi al cardiopalma e non turbano il sonno la notte, ma che fanno comunque trascorrere qualche piacevole ora di lettura, senza aver nulla da invidiare ad altri libri.

Valutazione: ★★★

Manu

Clorofilla dal cielo blu – Bianca Pitzorno

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Autore: Bianca Pitzorno

Titolo: Clorofilla dal cielo blu

Genere: narrativa per ragazzi

Prezzo: 4,99 euro (versione ebook) 9 euro (versione cartacea)

Oggi ho il piacere di parlare nel mio blog di Bianca Pitzorno, della quale ho letto decine di libri, e che, nella mia classifica personale di scrittori per l’infanzia, occupa a pieno titolo il posto d’onore.

Ho da poco letto Clorofilla dal cielo blu, definita dall’autrice stessa “una storia fantaecologica”, ambientata in una Milano dove smog e cemento hanno distrutto quasi ogni forma di vita vegetale. Margherita Rossi, nota speleologa, a causa del suo lavoro deve andare a vivere per alcune settimane dentro ad una grotta buia, umida e fredda (clima che in fondo accomuna ogni grotta che si rispetti). Per questa ragione, la donna decide di mandare i figli, Francesca di quattro anni e Michele di dieci, a stare momentaneamente a casa di uno zio, che però loro non hanno mai visto e conosciuto. I due bimbi, dopo aver salutato i genitori, salgono sul treno, stanno tranquilli e attenti per tutto il viaggio e, arrivati alla stazione di Milano Centrale, scendono dal convoglio. Non trovando nessuno zio ad aspettarli, decidono di prendere un taxi e farsi portare da lui, leggendo l’indirizzo che la madre ha scritto su un bigliettino stropicciato. Per un fraintendimento, però, Michele e Francesca si fanno portare all’indirizzo sbagliato, in Via Colombaia, in un condominio dove, a causa delle imminenti vacanze estive, gli unici residenti rimasti sono uno strampalato botanico, il professor Erasmus, e la portinaia del palazzo, l’intraprendente Cesira. La notte successiva al loro arrivo, il botanico trova nel suo laboratorio una piccola marziana vegetale somigliante più ad un neonato che ad una pianta, (è lei la Clorofilla del titolo), che rischia di morire a causa dell’inquinamento.

Questi sono gli ingredienti di un racconto che, con la sua simpatia, riesce a far sognare e riflettere il lettore. Molti sono gli elementi fantastici in questo libro, primi tra tutti la piccola Clorofilla e le piante che, grazie al Verdeplasma concentrato, si prendono una rivincita sul cemento e sul grigio tipico delle metropoli. Il carattere dei personaggi è ben delineato e particolareggiato e la vicenda, seppur ricca di avvenimenti e colpi di scena, scorre fluida e senza intoppi. L’autrice riesce ad andare a segno anche questa volta, presentandoci dei protagonisti al quale il lettore non riesce a non affezionarsi, e, al tempo stesso, facendo riflettere grandi e piccini su un tema molto importante: il rispetto per la vita vegetale ed animale.

CURIOSITÀ: Clorofilla in origine era un testo teatrale, scritto e sceneggiato da una giovanissima Pitzorno ai tempi del liceo.

Valutazione: ★★★

Manu