Crimini – Autori vari

978880618818MED

Crimini è una raccolta di racconti a tinte gialle di dieci autori italiani, pubblicata nel 2005.

Dopo questa ho letto diverse altre raccolte di noir italiano come, ad esempio, Giallo Natale ed Estate in Giallo (che fantasia eh…), che in futuro recensirò.

Crimini mi ha lasciata piacevolmente sorpresa, è stato un acquisto piuttosto casuale (amando i generi horror, thriller e nero non è raro che mi avventuri in libri di autori che conosco poco o, in alcuni casi, che non conosco affatto) e non credevo ne sarei stata così entusiasta.

Il libro contiene nove racconti di lunghezza media, tutti riguardanti argomenti diversi:

Ammaniti/Manzini – Sei il mio tesoro
Carlotto – Morte di un confidente
De Silva – Il covo di Teresa
Faletti – L’ospite d’onore
Dazieri – L’ultima battuta
Camilleri – Troppi equivoci
Fois – Quello che manca
De Cataldo: Il bambino rapito dalla Befana
Lucarelli – Il terzo sparo

Si parte dalla storia di un chirugo cocainomane in Il mio tesoro per arrivare al racconto di un misterioso ed inquietante Ospite d’Onore, passando dalla complicità di una insospettabile signora di mezza età con il suo giovane e fuggitivo vicino di casa ne Il covo di Teresa, alla drammaticità coinvolgente di storia d’amore nata ed appassita in fretta, finita (molto) male a causa di un equivoco, anzi, di Troppi Equivoci.

Devo fare i complimenti a tutti e dieci gli scrittori che hanno partecipato alla creazione di questo libro dando il loro contributo, i loro racconti mi sono piaciuti davvero e mi sono sembrati ben scritti, avvincenti ed intriganti.

Un plauso speciale va, a mio parere, ad Andrea Camilleri, che con il suo Troppi Equivoci ha dato dimostrazione (sempre che ce ne fosse bisogno) delle sua capacità.

Un venerdì pomeriggio Bruno, che lavora in una società telefonica, viene mandato a casa di Anna, dal momento che il telefono della donna non funziona più. Come talvolta accade, tra i due si instaura da subito un feeling particolare, che li porterà ad innamorarsi perdutamente nel giro di pochissimo tempo. Una sera, mentre sono in pizzeria, Bruno decide di rispondere ad una telefonata che arriva nel locale: il cameriere passa tra i tavoli avvisando che un certo signor Zanchi (che, tra parentesi, è lo stesso cognome di Anna) è desiderato al telefono ma nessuno si alza per rispondere. La terza volta che il telefono squilla, Bruno, reso euforico dalla bottiglia di vino che si è scolato insieme alla fidanzata, risponde. La telefonata dura solo pochi secondi ma l’uomo, senza saperlo, ha firmato la sua condanna a morte. Rispondendo al telefono e spacciandosi per Zanchi, infatti, il nostro protagonista ha parlato con il mafioso Tony Mancuso che è sulle tracce di un altro mafioso (ovviamente tale Bruno Zanchi) ed è assolutamente deciso ad ucciderlo.

Un racconto che lascia con il fiato sospeso fino alla fine. I miei complimenti!

Manu

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