Sul matrimonio – Kahlil Gibran

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Oggi voglio fare una cosa un po’ diversa dal solito. Non sono mai stata una grande amante delle poesie: pur amando moltissimo la scrittura e la lettura, le ho spesso trovate un po’ macchinose, di non immediata comprensione e godibilità. Ovviamente questo è solo un mio parere, che non vuole sminuire o denigrare le persone che, attraverso questa forma d’arte, raccontano la propria vita ed il proprio credo. Nonostante questa premessa oggi voglio pubblicare una poesia, a mio avviso meravigliosa, di Kahlil Gibran. Nato in Libano nel 1883 e morto a New York nel 1931, Gibran fondò l’Associazione della Penna, che era un punto d’incontro dei letterati arabi emigrati negli Stati Uniti.

“Sul matrimonio”

Voi siete nati insieme, e insieme starete per sempre.
Voi sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
Sì, insieme anche nella tacita memoria di Dio.
Ma vi siano spazi nella vostra unione,
E fate che i celesti venti danzino tra voi.

Amatevi reciprocamente, ma non fate dell’amore un laccio:
Lasciate piuttosto che vi sia un mare in moto tra le sponde delle vostre anime.
Riempa ognuno la coppa dell’altro, ma non bevete da una coppa sola.
Scambiatevi il pane, ma non mangiate dalla stessa pagnotta.
Cantate e danzate e siate gioiosi insieme, ma che ognuno di voi resti solo,
Così come le corde di un liuto son sole benché vibrino della stessa musica.

Datevi il cuore, ma l’uno non sia in custodia dell’altro.
Poiché solo la mano della Vita può contenere entrambi i cuori.
E restate uniti, benché non troppo vicini insieme,
Poiché le colonne del tempio restano tra loro distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

In questa poesia, Gibran parla di quello che secondo lui è il rapporto di coppia sano, quello dove nessuno prevarica sull’altro, ma dove entrambi “vibrano della stessa musica”. Lo trovo un messaggio stupendo, moderno seppur scritto il secolo scorso. E credo che tutti dovrebbero avere il piacere e la possibilità di leggere questa meravigliosa poesia almeno una volta nella vita.

Manu

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