Presentazione: Chelsea & James di Giuseppe Cozzo

BookCoverPreview copia 2

Titolo: Chelsea & James
Autore: Giuseppe Cozzo
Data di pubblicazione: 26 febbraio 2015
Editore: CreateSpace
Pagine: 194
Prezzo: 6,24€ (cartaceo); 0,99€ (ebook)
Genere: thriller, azione, avventura
Sinossi del libro
Stati Uniti d’America. Nel tentativo di perseguire il proprio personale senso di giustizia, due ragazzi cercano di fuggire da un ingombrante passato, che li condiziona fortemente. La moralità, immancabilmente relativa, viene messa in discussione, mentre un viaggio li porterà via dalla zona in cui hanno imparato a soffrire. Scopriranno che allontanarsi da un luogo è possibile, ma prendere le distanze dalle proprie vite è un obiettivo che può essere raggiunto solo conoscendo sacrifici forse insopportabili.
Breve estratto
“Negli occhi di Chelsea vedo qualcosa che mi spinge ad andare avanti. Non solo. Qualcosa che mi guida, che mi conduce lungo la strada da seguire, e non si limita ad indicarmela. È una strada che potrei non essere in grado di percorrere. Non so se sia in difetto di coraggio o capacità, ma sento che dovrei provarci ugualmente. A qualunque costo.”
Biografia dell’autore
Giuseppe Cozzo è nato il 10 gennaio 1992. Gli studi universitari non gli impediscono di coltivare la passione per la scrittura, culminata con la realizzazione del suo romanzo d’esordio, “Chelsea & James”, pubblicato senza alcun contributo economico. Per restare in contatto con i suoi lettori, oltre a gestire una pagina Facebook ed un profilo Twitter, cura un blog personale, che può essere visitato all’indirizzo www.giuseppecozzo.wordpress.com. Sta lavorando al prossimo romanzo, che verrà pubblicato nell’autunno del 2015.
Potete trovare Chelsea & James su Amazon al seguente indirizzo:www.amazon.it/Chelsea-James-Roberto-Giuseppe-Cozzo/dp/1508645116.
Buona lettura!
Manu

Primavera di Racconti – Autori Vari

Primavera di Racconti - AAVV

Titolo: Primavera di Racconti

Autore: Autori Vari

Editore: Panesi Edizioni

Pagine: 173

Prezzo: 0,99 euro (formato e-book)

Questo libro, edito da Panesi Edizioni, è il risultato del Concorso “Primavera di Racconti”  indetto a settembre 2014, da The Bibliophile Girl in collaborazione, per l’appunto, con la casa editrice. Il concorso era aperto a tutti e invitava gli autori a partecipare inviando un loro racconto breve.

I titoli che compongono l’antologia sono:

La donna di fuoco – Alessio Del Debbio
Sindrome dello scrittore – Cinzia Bertolini
Concerto per Isabella – Manuela Chiarottino
Solo un volo – Francesca Fornasini
Il nostro tempo – Chiara Nicolazzo
Mondo di due – Gianantonio Nuvolone
Buon viaggio – Manuela Raciti
Quando meno te lo aspetti – Elena Russiello
Sii come me, e diversa da me – Annarita Tranfici
Passione rossa – Daniela Vasarri

Ne La donna di fuocol’autore ci presenta con grande maestria la “Busdraga”, nobildonna tanto preoccupata dalla sua indiscutibile bellezza che, pur di non doversi mai vedere invecchiata, decide di chiedere aiuto a spiriti benevoli e non.

In Sindrome dello Scrittore l’autrice ci accompagna nella vita di Roberto e della sua famiglia la quale, per assecondare la sua necessità di vivere in un luogo tranquillo per scrivere i suoi romanzi, si trasferisce con l’uomo in aperta campagna. Peccato che qualche volta il successo dia alla testa…

Ho trovato Concerto per Isabella uno dei racconti più toccanti della raccolta. Isabella, ragazza sfigurata in volto da un tremendo incidente d’auto, conosce Angelo, il quale ha avuto una sorte altrettanto crudele. Il giovane, con sincerità e comprensione riesce a farla sentire amata andando ben oltre le apparenze.

In Solo un volo  la protagonista decide di regalarsi un viaggio a Londra per festeggiare la fine degli esami di maturità. Grazie ad una spiccata propensione nel fare nuove conoscenze Mia scoprirà che il viaggio in solitaria ha per lei in serbo tutt’altro che solitudine e in quei giorni di vacanza stringerà un rapporto di amicizia profondo e viscerale con una giovane donna.

Il nostro tempo è un racconto che viene arricchito dal dialogo immaginario tra Clara, la giovane protagonista, e la sua defunta madre. Rimasta improvvisamente orfana, la ragazza si trova a dover fare i conti con responsabilità enormi: prima tra tutte prendersi cura della sorella minore. In tutto il trambusto viene compromessa anche la relazione con Leonardo, fidanzato di Clara, che dopo l’incidente è stato allontanato dalla giovane.

Nel racconto Mondo di due  troviamo Wayne, poliziotto, alle prese con un caso di omicidio. E con il suo, personalissimo, modo di aiutare le persone.

In Buon viaggio incontriamo Sofia, intenta ad affrontare un lungo tragitto in treno durante una fredda mattinata d’inverno. Dovrebbe essere un giorno come tanti altri, un viaggio noioso ma tranquillo. Questa volta, però, il destino ha in serbo per lei un finale diverso…

Quando meno te l’aspetti è un racconto che ci porta nella vita di Alice, figlia di due investigatori privati la quale, suo malgrado si trova a dover convivere per una settimana con Eric. Il giovane, è stato assunto dai genitori di Alice perchè le faccia da guardia del corpo durante la loro assenza, controllandola in ogni suo spostamento. La giovane, dapprima molto scocciata da questa presenza invadente e non richiesta, finirà per accettarla ed apprezzarla.

Sii come me, e diversa da me è un racconto emozionante, dove la trama si snoda tra i pensieri di Celeste, malata di anoressia e quelli del padre, il quale viene a scoprire di questo male per caso, quando gli capita tra le mani il diario della ragazza, dove viene descritto minuziosamente l’avanzare della malattia e le sue ripercussioni sull’intera vita della giovane.

In Passione Rossa  incontriamo Silvia, donna cinquantenne focosa e piacente, la quale prende una sbandata per un giovane maresciallo della città. L’interesse è corrisposto e ben presto tra i due gli incontri si fanno sempre più assidui. Sembra essere una storia d’amore e non solo di sesso e Silvia si sente felicemente in balìa delle emozioni… fino a quando il seme del sospetto inizia ad insinuarsi in lei.

Tra i nove racconti che insieme al mio Buon Viaggio compongono questa antologia il mio preferito è Concerto per Isabella seguito, a ruota libera, da Sindrome dello scrittore.

Il risultato è davvero piacevole e ben riuscito. Questi dieci racconti, sebbene siano diversi tra di loro come genere, racchiudono storie interessanti e coinvolgenti e sono la prova che ci sono tantissimi autori emergenti meritevoli, che aspettano solo una spinta per poter spiccare il volo.

Manu

La parola ai lettori – Un Regalo Pericoloso

uuu

Buongiorno lettori, voglio scusarmi per la mia assenza in questo ultimo periodo ma sto leggendo due romanzi contemporaneamente, “Primavera di Racconti” antologia di racconti brevi, edita dalla Panesi Edizioni e “Il cortile delle statue silenti” di Francesco Paolo Oreste pubblicato da Pensa Multimedia. Le recensioni a breve! Nel frattempo oggi voglio dedicare questo spazio sul blog per pubblicare alcune recensioni che ho ricevuto in merito al mio romanzo d’esordio. Buona lettura! —————————————————————————————————————————————— “A volte quello che credi di possedere finisce con il possederti”, questa frase, che sa di presagio, è il sottotitolo del primo libro di Manuela Raciti, “Un regalo pericoloso”, edito da Panesi Edizioni e uscito il 10 marzo scorso. Il libro, dedicato soprattutto ad un pubblico di bambini e ragazzi, ma non solo, incuriosisce il lettore già dalla sinossi: “Tommaso è un ragazzino di dodici anni alle prese con una sorella maggiore un po’ scorbutica, Anna, un trasloco inaspettato, una scuola nuova e la scelta del regalo di Natale giusto per i suoi genitori: una collana per la mamma, un paio di pantofole per il papà. Ma può un regalo cambiare la vita di una famiglia? Tommaso e Anna si troveranno a dover combattere contro una forza misteriosa e inspiegabile che rischierà di portare alla pazzia papà Luca. Perché a volte quello che crediamo di possedere finisce con il possederci… La storia è raccontata in modo molto dettagliato; caratteristiche sono le descrizioni degli ambienti e dell’atmosfera natalizia. Tommaso, il protagonista, risulta essere da subito un ragazzino molto intelligente e maturo, che lotterà contro una forza misteriosa che rischia di far diventare matto il padre. La trama è intrigante e presenta un finale inaspettato. L’autrice racconta di avere avuto l’idea di scrivere “Un regalo pericoloso” dopo che al suo fidanzato erano state regalate un paio di pantofole. Ma, inaspettatamente, il suo gatto ne era rimasto terrorizzato. Questo episodio l’ha fatta riflettere su come un qualunque oggetto possa diventare pericoloso agli occhi di chi lo considera sotto una luce diversa. Il racconto ha lo scopo di farci soffermare sul fatto che quando incontriamo qualcuno, che si comporta in modo scontroso, non dobbiamo percepire solo ciò che di lui ci infastidisce ma immaginare che dietro il suo atteggiamento possa esserci un grande malessere. (Dal blog di Denise Inguanta Lettera D http://deniseinguanta.blogspot.it/2015/03/un-regalo-pericoloso-di-manuela-raciti.html?spref=fb) ————————————————————————————————————————————— Se volete trascorrete qualche ora in compagnia di una lettura che vanti candore di contenuti, giovanile freschezza e simpatia, non potete perdervi questo libro, edito da Panesi Edizioni  e frutto della creatività di una giovane autrice, proveniente dalla provincia di Varese, insegnante di sostegno nelle scuole elementari. Il libro, appartenente al genere narrativa per ragazzi, ha come protagonista un  tredicenne, forse un po’ ingenuo per la sua età. Questa l’unica nota stonata, poco credibile, a mio parere, in questo primo e ben riuscito esperimento letterario di Manuela. Forse però  è  poco obbiettivo ritenere che i ragazzini d’oggi siano tutti indistintamente smaliziati a quell’età,  quando poi molto dipende anche da come li si educa, dal contesto familiare e dall’indole di ciascuno di loro. Tommaso è comunque un ragazzino giudizioso, serio, con la testa a posto, giocherellone e un po’ infantile che vive sereno in seno alla sua famiglia e in compagnia dei suoi amici fino a quando un trasloco sconvolge la sua vita, unitamente a un regalo che decide di fare a suo padre, in occasione delle festività natalizie… Il libro sembra dividersi in due parti: nella sua prima metà contiene il divertito resoconto di un’esistenza serena, al riparo da traumi e scossoni;  nella seconda, invece, una misteriosa maledizione si abbatte sulla famiglia del giovane protagonista, rimescolando le carte. L’autrice con capacità espressiva e  feconda fantasia, riesce a planare anche sugli eventi meno piacevoli con candida leggerezza: non stupisce che abbia familiarità con il mondo dell’infanzia di cui il suo Tommaso conserva intatta tutta l’incantevole purezza. Manuela non ci fa mancare nemmeno qualche colpo di scena, mentre la sua penna disegna i personaggi del libro con pochi incisivi ed efficaci tratti, in grado di renderceli  immediatamente cari e reali. Il racconto si sofferma sulla descrizione di dinamiche familiari e amicali con sapiente naturalezza, senza mai annoiare; la trama è ben strutturata; lo stile scorrevole e brillante. Una lettura da consigliare ai vostri figli, ma anche al bambino che alberga in ognuno di noi adulti, amanti della lettura, sempre pronto a stupirci e a emozionarci di fronte a nuove fantasiose storie. (Dal blog di Irene TeyxeiraScrittura-mania http://scrittura-mania.blogspot.it/2015/03/scrittura-mania-segnala-un-regalo.html) ——————————————————————————————————————————————— Ho davvero apprezzato questo volume: da piccola ero un’amante del genere Piccoli Brividi, e la storia che ho letto mi riporta alla mente quei momenti di attesa e eccitazione che s’agitavano in me quando, presa dalla frenesia di voler sapere come andava a finire, passavo ore e ore a leggere. Anche con questo volume è andata così: l’ho finito in fretta, la curiosità era troppa!! Il libro è assolutamente adatto anche ad un pubblico più giovane: non ci sono scene che impressionano o colpiscono fortemente (come invece accade alcune volte ne’ “Il figlio del cimitero”), quindi anche i più piccoli possono leggerlo senza problemi se sono appassionati al genere. La storia mi è piaciuta, è lineare e chiara, ben scritta ed immediata. Anche la conclusione mi ha lasciata a bocca aperta: un vero colpo di scena! Ho solo un appunto: avrei preferito che fosse più approfondito il modo in cui Tommaso trova le ciabatte in camera sua. Non ho capito se qualcuno ce le ha portate, se sono comparse magicamente o se sono sempre state lì, in quella nuova casa. A parte questo, colgo ancora l’occasione di fare i complimenti a Manuela: ha scritto davvero un ottimo libro, che si legge tutto d’un fiato! (Dal blog di Deboradeborasenzah – Recensioni di libri, dove trovate l’articolo completo. http://deborasenzah.blogspot.it/2015/03/recensione-un-regalo-pericoloso.html) ——————————————————————————————————————————————— Una famiglia tranquilla viene sconvolta da un semplice regalo. Ho trovato l’idea interessante. Il libro è scorrevole, si legge tutto d’un fiato. L’atmosfera del libro è a metà strada tra i “Piccoli Brividi” e una moderna fiaba il cui finale aperto , non è affatto scontato.  Non aggiungo altro sulla trama perchè il libro merita di essere scoperto e gustato un po’ alla volta senza anticipazioni. Può essere letto da chiunque senza limite di età. Spero sia il primo di una lunga serie. (Lupo Impetuoso – Amazon)

———————————————————————————————————————————————

Una storia calda, una famiglia che esprime tenerezza, il natale, un fratello e una sorella che litigano, un trasloco, comportamenti anomali, un pizzico di mistero e un “Regalo Pericoloso”. Questi sono solo alcuni degli ingredienti del libro di Manuela Raciti, appassionata lettrice che esprime tutta la sua bravura, fantasia e il suo ottimo stile di scrittura nelle pagine di questo racconto. Ti porta passo dopo passo a leggerlo tutto d’un fiato, i capitoli si intrecciano in un modo semplice e scorrevole, le descrizioni ambientali e degli eventi sono uniche e non rappresentano una scrittrice alle prime armi, anzi [… Decine di foglie di un colore verde scuro e grandi come il pollice della mia mano, brillavano alla luce del sole prossimo al tramonto. ..]. Con sorpresa riesce a trasportare il lettore a quando da bambino viveva giorno dopo giorno l’arrivo del Natale, la corsa per i regali, l’albero, le luci, l’allegro scompiglio generale e il fatidico pranzo […era un’insegnante in pensione e… pure una zitella incallita e convinta…] ironica e precisa descrizione del parentato, credo comune a molti. Il racconto nel suo insieme regala le emozioni dei giorni del Natale, ricordi ed esempi di una unione familiare che nel tempo, purtroppo per alcuni, vanno a svanire. Il finale è un colpo di scena inaspettato, ma è proprio quel tocco che ha dato un pizzico di magia in più. Consiglio questo libro non solo ai bambini, ma anche ai sognatori e a chi ha ancora voglia di farlo. (Recensione a cura di Ivan Caldarese sul blog Scritturati, http://www.scritturati.com/2015/03/ivan-caldarese-recensisce-per-noi-un.html?spref=fb)
———————————————————————————————————————————————
Se le nonne ripetono sempre ai nipoti di stare attenti agli oggetti incustoditi, di non giocare o “dare confidenza” a ciò che, per quanto all’apparenza sembri innocuo, non se ne conosce la provenienza, un motivo c’è. E non sempre si tratta di qualcosa di semplice da gestire e di cui è facile disfarsi. La vecchia saggezza popolare, che sia basata su fatti reali o su leggende, non è mai campata per aria ma, più passano i decenni e più le nuove generazioni tendono a dimenticarle, soprattutto se, con la famiglia, scelgono di abitare in una casa non proprio di recente costruzione. Per metà “Piccoli brividi” e per metà horror che ricorda vagamente i romanzi di Stephen King basati su elementi paranormali e oggetti posseduti, (vedi Christine – La macchina infernale o Cose preziose), Un regalo pericoloso di Manuela Raciti (Panesi edizioni, pp. 93, 2,99 €) è un romanzo per ragazzi semplice e accattivante che tende a rispolverare dalle ragnatele del tempo e delle mode letterarie, l’essenza classica del paranormale, quando a dominare le pagine e ad inquietare i lettori appassionati del genere non erano lupi mannari o vampiri (o per lo meno non solo), ma oggetti dotati di malefica vita propria e oscure leggende e storie ad essi legate. Pur senza strafare in dettagli angoscianti, l’autrice, con uno stile fresco e corretto, semplice e lineare, riesce a calibrare nel modo giusto l’elemento horror con il target a cui è rivolto; crea l’atmosfera ideale per catturare l’interesse dei giovani lettori, li incuriosisce, dando loro ciò che ovviamente cercano in questo genere di lettura, senza però esagerare. Il testo è ben strutturato e il finale, non a caso e in perfetta sintonia con l’ambientazione paranormale, pur concludendo la vicenda lascia al lettore una sorta di sospeso che che gli permette di fantasticare e immaginare. ( Dal blog di Cinzia CerianiLibero Volo, http://www.liberovolo.it/2015/05/09/recensione-un-regalo-pericoloso-di-manuela-raciti/)

Cenere – Giulia Baroni

Cenere-Giulia-Baroni

«El tuo cane porta i segni della cattiveria umana», nota lui con un famigliare accento spagnolo osservando Cody, le sue zampe storte, le cicatrici che segnano il muso, l’orecchio mezzo mozzato.

«Li portiamo tutti», commento.

Oggi dedico la mia recensione a Cenere, romanzo d’esordio di Giulia Baroni, pubblicato in versione digitale dalla Panesi Edizioni.

Cenere è un romanzo appassionato e appassionante. Un racconto di fantasia che, purtroppo, prende spunto da orrori reali e spietati che accadono tutti i giorni, orrori che vengono costantemente insabbiati dai mandanti per non attrarre troppo l’attenzione e per non smuovere le coscienze delle persone. Si sa, un popolo che ignora alcune cose è, automaticamente, più facile da manipolare e ingannare.

La protagonista del libro è Alice Mivato, una giovane animalista che ha fatto della liberazione animale la propria ragione di vita. Per questo motivo decide di arruolarsi in ELA (acronimo di Esercito Liberazione Animale), il quale si occupa di salvare animali dai luoghi di prigionia e violenza, come, ad esempio, gli allevamenti abusivi, i circhi, i laboratori che praticano sperimentazione animale e le perreras (i canili spagnoli, tristemente noti agli animalisti). Grazie ad alcuni ricordi, che di tanto in tanto riaffiorano nella mente di Alice, capiamo che è stata proprio un’esperienza traumatica vissuta in un canile spagnolo ad aver sconvolto maggiormente la giovane, lasciandole cicatrici che non si rimargineranno mai.

Anche nella realtà esiste un’organizzazione (non riconosciuta legalmente) simile: si chiama ALF (acronimo di Animal Liberation Front) e si occupa, principalmente, di liberare gli animali da luoghi di sfruttamento trovando loro una casa dove vivere dignitosamente, causare danni economici a chi si arricchisce con lo sfruttamento animale e svelare le atrocità commesse in segreto ai danni degli animali.

Il capo di ELA si chiama Alexander, ma è conosciuto da tutti come Wolf. Un altro personaggio di rilievo all’interno dell’organizzazione è Xavier, il braccio destro di Wolf, il quale, inizialmente, non vede di buon occhio la giovane e ribelle Alice. Infrangendo le regole di ELA, alla ragazza viene subito affidata una missione, denominata Operazione Brigitta. La Brigitta che Alice deve salvare è un cane, costretto a vivere in condizioni mostruose e a cibarsi dei cadaveri degli animali che ha sconfitto durante i combattimenti clandestini organizzati dal suo padrone. Nel corso del romanzo la protagonista avrà modo di mettersi in gioco anima e corpo diverse volte per riuscire a salvare altri animali sfortunati, nonostante le missioni non siano prive di rischi e le dimostrino, una volta ancora, quanto la bestia più pericolosa, meschina ed egoista che le potrà capitare di affrontare sia l’essere umano. Ma, citando un romanzo di Stephen King (autore tanto amato dalla protagonista… e da me), ricordiamoci che “le paure vanno affrontate, perché il Male si nutre del terrore e delle fobie”.

Se volete inoltrarvi nel sottobosco dell’attivismo animalista, esplorando dall’interno un movimento che di solito si conosce solo attraverso l’immagine distorta e negativa descritta dalle notizie di cronaca, questo libro fa per voi.

Valutazione: ★★★

Manu

La mia prima intervista!

10928885_1559346710983974_8658458086616496166_o

Buongiorno lettori! Dopo tanto parlare di libri altrui, oggi voglio pubblicare l’intervista che mi è stata fatta dalla Panesi Edizioni (http://panesiedizioni.it/ ), la mia casa editrice, che ringrazio moltissimo per l’opportunità che mi ha dato.

“La prossima settimana uscirà una nuova storia per bambini e ragazzi, Un regalo pericoloso di Manuela Raciti. Diamo a lei la parola per presentare se stessa e il suo e-book!

Chi è Manuela Raciti?

Sono nata a Chiavari, in Liguria, ventisette anni fa. Figlia unica di Silvana e Roberto, ho vissuto con loro e con le nostre gatte fino a quattro anni fa. Nel 2011 ho fatto armi e bagagli e, con coraggio e una sana dose di incoscienza, mi sono trasferita in provincia di Varese. Nonostante il grande affetto verso chi ho lasciato (lasciato solo fisicamente, le persone importanti che ho avuto la fortuna di incontrare nel cammino della mia vita continuano ad essere al mio fianco, nonostante i chilometri che ci dividono), a quattro anni di distanza posso dire che la mia scelta è stata la migliore che potessi fare. In questi anni ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose, di ampliare la mia cerchia di amicizie, e di condividere la mia vita con Davide, il mio fidanzato. Sono da sempre una grande amante degli animali, fedeli compagni di vita che, ovunque io sia, mi regalano quotidianamente gioie e sorrisi, nonostante siano anche parecchio impegnativi. Detto questo, ne vale assolutamente la pena!

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Credo che la mia passione per la scrittura sia nata insieme ad un altro mio grande amore, la lettura. Ho cominciato a leggere molto presto, grazie all’aiuto dei miei genitori, e, come ad ogni bambino, la fantasia non mi è mai mancata. Pochi anni dopo aver scoperto le meraviglie della lettura, mi sono approcciata alla scrittura, scrivendo i primi capitoli di libri che poi non ho mai finito. Durante le scuole elementari ho anche partecipato ad un concorso di poesie, indetto dalla Biblioteca di Lavagna (Ge), dove ho manifestato il mio amore per gli animali proponendo una poesia contro la caccia. Con il trascorrere degli anni ho trovato nella scrittura una valvola di sfogo, la penna è diventata il mezzo più adatto per viaggiare con la mente, per riuscire ad alzarmi in volo anche durante i periodi più bui.

Il tuo lavoro di insegnante ti ha aiutata a crescere come scrittrice?

Da diversi anni sono educatrice. Lavoro come insegnante di sostegno nelle scuole seguendo diversi bambini con difficoltà. Ogni bambino che ho conosciuto è un mondo a sé stante e pensare di potersi approcciare ad ognuno di loro allo stesso modo è impensabile. Più che avermi aiutata a crescere come scrittrice, il mio lavoro mi ha aiutata a tornare un po’ bambina, cercando di vedere le cose anche con i loro occhi, e non più solo con i miei. Non credo sia un caso se il mio romanzo d’esordio è un libro per ragazzi.

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Hai un immaginario preciso a cui attingere?

Il mio libro è simile, come genere, ai romanzi della collana “Piccoli Brividi”, che hanno accompagnato la mia infanzia e che mi hanno inevitabilmente influenzata. Il mio scrittore preferito è, senza ombra di dubbio, il geniale Stephen King. Di lui ammiro, tra le tante cose, la capacità di fare entrare i lettori nella sua mente, di catapultarli nelle sue fantasie, le quali diventano magicamente concrete. Leggendo i suoi romanzi mi si è presentato davanti agli occhi, un mondo immaginario, tanto spaventoso quanto affascinante. Ogni pagina letta è un passo dentro alle vite dei suoi personaggi.

Un regalo pericoloso - Manuela Raciti

Come nasce Un regalo pericoloso?

L’idea per Un regalo pericoloso è nata in modo divertente. Un giorno al mio fidanzato regalarono un paio di pantofole a forma di testa di Homer Simpson, di quelle grandi e morbide. Inaspettatamente, appena le mise ai piedi, il nostro gatto, Cookie, ne rimase terrorizzato: fissandole con gli occhi sbarrati, proprio come si guarda un nemico pericoloso o qualcuno che potrebbe rappresentare una vera minaccia, fuggì a nascondersi sotto i mobili e ci rimase per ore. Quest’episodio bizzarro mi fece pensare a come un qualunque oggetto, anche il più innocuo, possa diventare pericoloso agli occhi di chi lo considera sotto una luce diversa.

Vuoi descriverci brevemente i personaggi?

Il protagonista del romanzo è un ragazzino, Tommaso. Durante tutta la storia, Tommy si troverà a lottare, con l’aiuto della sorella maggiore Anna, contro una forza misteriosa e inspiegabile che sta portando alla pazzia loro padre, Luca. Per ultime, ma non per questo meno importanti, non posso non citare tra i personaggi le pantofole stesse.

Cosa vorresti rimanesse ai lettori della tua storia?

Con questo racconto vorrei, anche se in modo celato, provare a far riflettere sul perché del comportamento degli altri. A volte, quando incontriamo qualcuno turbato e scontroso, riusciamo a percepire solo ciò che di lui ci infastidisce, senza immaginare che dietro vi possano essere “un paio di pantofole” che lo perseguitano (a volte senza che nemmeno se ne renda conto), e che la sua scontrosità rappresenti in realtà un inconscio grido d’aiuto. Credo che bisognerebbe cercare di metterci nei panni degli altri, guardando oltre alle apparenze, soprattutto quando queste nascondono le difficoltà di un nostro caro.

Tutti abbiamo “un paio di ciabatte che ci perseguitano”, più o meno reali. Quali sono le tue?

La scorsa estate ho scoperto, per puro caso, di avere un serio problema di salute il quale, senza scendere troppo nei dettagli, mi ha fatto vivere parecchi momenti difficili, lasciandomi per un periodo appesa ad un filo. La consapevolezza che questa malattia sarà un’indesiderata compagna di viaggio, con cui dovrò sempre bisticciare per rimanere in piedi, la rendono inevitabilmente la regina delle mie pantofole maledette.

Tu hai anche un blog personale, ALL YOU CAN… READ!, in cui unisci la tua passione per la scrittura a quella per la lettura. Per usare un citazione letteraria/cinematografica… Ma come fai a fare tutto???

Ho creato il mio blog All you can…read! d’istinto, seguendo un impulso che ho sentito nascermi dentro. Ho deciso di iniziare a recensire libri per diversi motivi: primo tra tutti la voglia di condividere con altri amanti della lettura pareri e opinioni sui romanzi letti. Credo poi che, in un’era come la nostra, la diffusione di internet sia ormai così massiccia che possa rappresentare un ottimo trampolino di lancio per gli autori emergenti, motivo per cui, tra un libro di King e uno di Orwell, ci tengo molto a recensire anche romanzi di autori emergenti, brillanti e capaci, anche se ancora non conosciuti ai più. Ritengo, infine, che scrivere recensioni sui libri letti unisca l’utile al dilettevole: lo trovo un buon metodo per tenermi in costante allenamento, quando non riesco a trovare il tempo per scrivere i miei racconti. Come si può immaginare, la stesura dei testi non è semplice perché le idee ci sono (e sono tante) ma lavorarci sopra richiede molto impegno. In alcuni periodi scrivere per me è fondamentale: in quei periodi, nel tempo libero, invece di guardare la tv, mi siedo davanti al computer e lascio fluire le parole. Altre volte, invece, per una serie di motivi non riesco a farlo: è soprattutto in quei momenti che mi concentro maggiormente sul blog.

Hai già qualche nuovo progetto in cantiere?

Sì! Sto lavorando ad una raccolta di racconti brevi a tinte nere, un mix di storie vere, incubi e fantasie. Ogni storia non è collegata alle altre se non per la comune sensazione di angoscia e inquietudine che ho cercato di trasmettere in ognuna di esse.

Intervista a cura di Annalisa Panesi

Vi ricordiamo che Manuela è anche una delle prime classificate del nostro concorso Primavera di Racconti, e la sua opera sarà inserita nell’antologia in uscita il 21 marzo!”

Trovate l’intervista originale a questo indirizzo: http://panesiedizioni.it/manuela-raciti-tra-animali-scuola-e-un-paio-di-pantofole-dispettose/

Manu