Foto dal futuro n°2 – R. L. Stine

Titolo: Foto dal futuro n°2

Autore: R. L. Stine

Genere: Narrativa per ragazzi

Editore: Mondadori

Agosto, mese di ferie e di riposo (teoricamente!). In questi giorni di stop, sono andata a Roma e, a casa di mia suocera, ho trovato la collezione di Piccoli Brividi del mio compagno.

Gioia e gaudio!

Quando ero piccolina ricordo che ne leggevo a bizzeffe, facendo il pieno di storie e racconti che, allora, mi facevano provare un piacevole brividino lungo la schiena. Tra i titoli che ho trovato in libreria ce ne erano alcuni che non avevo ancora letto e questo Foto dal futuro n°2 mi ha attratto più degli altri perché nei miei ricordi, sepolto tra centinaia di libri, c’era quel Foto dal futuro n°1, letto chissà quanti anni prima e del quale conservavo un ricordo piacevole.

Il protagonista di questo libro è lo stesso del volume precedente, Greg, un ragazzino calmo e tranquillo che frequenta la scuola media del suo quartiere. Per cercare di convincere il suo professore di inglese che la macchina fotografica di cui gli ha parlato esiste davvero ed è realmente malefica, il giovane decide di avventurarsi tra i ruderi di una vecchia villa abbandonata nella quale, insieme ai suoi amici, aveva lasciato quell’apparecchio infernale tempo prima. Dopo qualche peripezia la trova ma, nel portarla a scuola, ha un piccolo incidente: per un imprevisto sia lui sia la sua migliore amica vengono fotografati e il loro destino viene rivelato, implacabile, dall’istantanea sputata fuori dalla bocca di quell’aggeggio maledetto.

Photo by Markus Spiske on Pexels.com

Da quel momento i due ragazzi, pur di non sottostare all’orribile sorte che le fotografie hanno mostrato loro, faranno di tutto per uscirne vincitori anche se, si sa, il buon Stine non rinuncia mai al colpo di scena finale…

Che dire, dopo averne letti a decine tanti anni fa e nel frattempo aver divorato pane e King, credo sia normale che i brividini e i colpi di scena che da bambina mi facevano amare questi libri adesso non esistano più. Non ho trovato quasi nulla di spaventoso in questo libro, nemmeno avendo ben presente il suo target di riferimento, ma probabilmente perché ormai conoscevo perfettamente lo stile dell’autore e il suo voler tenere sulle spine il lettore senza che poi, nel corso del racconto, succeda chissà cosa. È stato, però, un piacevole tuffo nel passato!

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