La voce narrante nella letteratura

Ne I Promessi Sposi il Manzoni utilizzò tre diversi gradi di narrazione: quello dell’autore, quello dell’anonimo del Seicento e, talvolta, anche il punto di vista di Renzo.

Giovanni Verga, alla voce narrante e onniscente preferiva il linguaggio e i gesti dei personaggi che mostrava direttamente in azione.

Tolstoj preferiva una voce narrante monologica che aveva il compito di affermare una verità unica nel corso dell’intera opera.

I personaggi di Dostoevskij, invece, esprimevano discordanti visioni del mondo e ideologie spesso opposte, con una voce narrante che si adeguava divenendo polifonica.

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