Amo la mia vita – Sophie Kinsella

Titolo: Amo la mia vita

Autore: Sophie Kinsella

Genere: Commedia rosa

Editore: Mondadori

I protagonisti di questo libro, Ava e Matt, si incontrano durante una vacanza in Italia a un ritiro per aspiranti scrittori. I partecipanti hanno un solo compito: lasciarsi cullare dalle inconfondibili atmosfere del Bel Paese senza farsi distrarre da stimoli esterni. Proprio per questa ragione viene chiesto loro di non connettersi a internet, di non utilizzare il cellulare e di non rivelarsi l’un l’altro il proprio nome. Ed è in questo alone di mistero, completamente ebbri dal sole e dal mare, che i due protagonisti si incontreranno e inizieranno una focosa relazione. Ava si trova così bene con Matt, con il quale sembra condividere passioni e pensieri, da volerlo a tutti i costi frequentare e conoscere anche nella vita reale. E così cominciano i guai…

Cosa ne penso

Le caratteristiche dei due sono ben delineate e li mostrano al lettore nudi, con pregi e difetti, senza risparmiare nulla. Ed è così che se da un lato troviamo una ragazza disordinata e confusionaria, ricca di entusiasmo ma priva di praticità, dall’altro la Kinsella ci presenta un giovane che pur di non deludere i genitori ha abbandonato i propri desideri e si fa manovrare, quasi fosse un burattino, da chi tiene le redini dell’azienda internazionale della sua famiglia. Ava e Matt sono estremamente diversi tra loro e se questa cosa funzionava alla grande tra Rebecca e Luke, i protagonisti della celeberrima saga di I Love Shopping, in questo caso il loro voler stare insieme a tutti i costi appare decisamente forzato.

Fastidiosissima è la ex ragazza di Matt, viperetta e un po’ maligna, supportata da un altrettanto fastidioso elemento: la mamma del giovane businessman. Diciamo che, in questo libro, la presenza di personaggi troppo estremizzati li rende stereotipati e poco credibili.

Ho trovato carina l’idea che gli amici di entrambi mettono in atto, scrivendo La Terra di Ava e La Terra di Matt, per permettere ai due di conoscersi meglio.

Rilevante è il personaggio di Harold, il beagle di Ava, presente dall’inizio alla fine del libro con la sua intelligenza e con il suo fare da monello.

Nel complesso il libro non mi è dispiaciuto, la penna della Kinsella rimane comunque riconoscibile e scorrevole, ma non mi ha lasciato un granché. Diciamo che è stata una lettura piacevole ma sicuramente non uno dei suoi libri più riusciti.

Classificazione: 3 su 5.

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