Quattro chiacchiere con l’autore – Kristian Oslo

Ho avuto il piacere di collaborare con Kristian, leggendo in anteprima il suo libro, e ne sono rimasta piacevolmente colpita.

La sua è una scrittura fresca e frizzante, i suoi personaggi sono ironici e divertenti ma riescono a trasmettere anche sensazioni importanti e profonde.

Per questa ragione ho deciso di intervistare l’autore, per permettergli di raccontarci un po’ di sé e del suo romanzo e per fare tutti insieme un tuffo nel suo Respira!

Chi è Kristian Oslo? Parlaci un po’ di te e delle tue passioni!

Le mie passioni sono anche il mio tormento più grande. Nella vita lavoro come arredatore d’interni e questo mi ha permesso di stare a contatto con le persone e osservarne i loro vezzi, i loro modi, il loro linguaggio, i loro “tic”. Tutto questo mi ha condotto a innamorarmi del genere umano e nello stesso tempo a odiare tutti, in egual misura. Per deconcentrarmi da questi sentimenti contrastanti cerco e trovo un’evasione da quello che mi circonda attraverso la musica, la scrittura e l’arte in generale, nella quale l’essere umano ha da sempre dato le sue più grandi espressioni; una sorta di rifugio, per me, per fare pace con tutti… più o meno.

Quando ti sei approcciato per la prima volta alla scrittura?

Il mio primo approccio alla scrittura, essendo un musicista, è stato quello del comporre canzoni: prima per me e poi per altre band o cantautori e inoltre in quel periodo scrivevo parodie per una piccola compagnia teatrale. Nel tempo ho capito che la scrittura non era solo un buon modo di esternare dei sentimenti, ma personalmente di allentare l’esplosione di idee che avevo in testa, ed è un esercizio difficilissimo per me. Scrivere mi porta a rallentare i pensieri e a concentrarmi meglio, ma essendo molto pigro mi sembra di vivere quei sogni in cui sei inseguito da dei mostri e tu provi a correre ma vai a rallentatore, non so se mi spiego!

Nel tempo poi ho collaborato con un blog di viaggi (www.infoviaggizainoinspalla.com), ho scritto e condotto un podcast e ho trovato la mia “misura” prima di cimentarmi in un romanzo.

Hai qualche fonte d’ispirazione, qualche autore che apprezzi particolarmente?

Penso che in Italia ci sia una grande scuola di giovani autori, ma che non vengano messi in condizione di poter esprimere tutto il proprio talento poiché veicolati dalle richieste commerciali e da una situazione culturale della tv, editoria e cinematografia italiana che non aiuta chi non si può permettere di “aspettare” il proprio turno. Una mia fonte d’ispirazione è in assoluto Mattia Torre (autore e regista in collaborazione di BORIS – LA SERIE) purtroppo scomparso a 47 anni per una brutta malattia. Lui aveva un dono lucido di osservazione, un punto di vista dissacrante sulla vita in generale che sarà difficile da replicare.

Hai un libro del cuore? Come mai ti ha colpito così tanto?

Di libri nel cuore ne ho tanti. Per gli amanti dei viaggi come me di sicuro Tiziano Terzani è un atto dovuto alla lettura. Fonti d’ispirazione che ho marchiati a fuoco sul cuore sono: Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini. Però agganciandomi a quello che ho detto prima consiglierei di leggere La Linea Verticale di Mattia Torre. Tutti italiani? Sì, perchè no?

Cosa consiglieresti a chi si sta approcciando, per la prima volta, al mondo della scrittura?

Non mi sento di dare consigli sulla scrittura in questo momento, essendo un neofita. Però se posso dare qualcosa come esperienza personale è quella di avere la storia finita prima ancora di cominciare a scrivere, con tutti i suoi incastri, i colpi di scena, i momenti importanti e poi approcciarsi davanti al pc o a qualsiasi mezzo ti serva per scrivere: anche penna e calamaio vanno benissimo se hai un sacco di tempo. Un’altra cosa potrebbe essere fondamentale: lasciar parlare i personaggi. Molto spesso sono proprio loro che ci indicano la strada corretta.

“Respira” è un romanzo dove risate e amore si sposano alla perfezione. Da dove è nata l’idea per scriverlo?

L’idea di scrivere Respira è nata dalla volontà di raccontare alcune cose che mi sono capitate realmente, cercando di collegarle a un’unica storia: chi l’ha letto sappia che il quarto capitolo è una reale, ma assolutamente divertentissima, “brutta” serata vissuta in prima persona, per esempio.

Il titolo di questo libro è molto significativo. Vuoi raccontarci come mai hai deciso di intitolarlo così? Cos’è che ti fa sentire libero di respirare?

Sono stato, come molti, rinchiuso in casa per due mesi causa il lockdown del 2020, ma la scintilla si è accesa una settimana prima di tornare a lavorare, giusto il tempo di complicarmi le cose. Il titolo è nato da due fattori. L’atto di respirare è una cosa che diamo troppo per scontata poiché lo facciamo naturalmente da quando siamo nati, eppure ci mantiene in vita. Ma è anche la prima azione che eseguiamo quando non ne possiamo più di qualcosa, quando c’è da prendere una decisione importante, quando ti assale l’ansia o quando sei troppo felice e il tuo cuore sembra che ti esploda nel petto. Il respiro rimette il sangue al suo posto: è l’unico vento che calma il mare. L’altro fattore, non meno importante, è che dopo tutto quello che ci sta accadendo RESPIRARE è diventato un gesto reazionario.

I protagonisti di “Respira” sono diversi e tutti caratterizzati in maniera esemplare. Se dovessi trasporli nel mondo cinematografico da quali attori ti piacerebbe che venissero interpretati?

Dare un volto ai miei personaggi è stato il primo esercizio di stile con il quale ho dovuto cimentarmi. Ho visto di sicuro più film rispetto ai libri che ho letto in vita mia e avevo bisogno di conforto da parte di visi e voci “familiari” per concludere la storia. Per citarne qualcuno, per esempio, ho sempre immaginato che la voce narrante fosse di Valerio Mastandrea, oppure il viso vissuto di Marco Giallini sul volto di Mario, il padre del protagonista. Sergio è ispirato a Francesco Pannofino e Benedetta, la madre di Valerio, a Paola Tiziana Cruciani, con la sua impeccabile verve da mamma romana. Samuel aveva il fisico di Alessandro Borghi e Amelia…? Ehhh, fortunatamente “Amelia” ce l’avevo in casa con me.

Hai qualche altro progetto in cantiere?

Tra i progetti a medio lungo termine c’è la voglia di cimentarmi nella scrittura di una nuova storia/commedia e di nuovi personaggi, sui quali ho già cominciato a lavorare. Di sicuro anche quella di dare un sequel a Respira . Vorrei tornare a suonare presto nei locali di Roma, appena sarà possibile, oltre al sogno di ricominciare a viaggiare con mia moglie e continuare il nostro progetto di blog e vlog di viaggi per l’Europa. In tutto questo ho anche un sogno nel cassetto? Sì! La pandemia ha bloccato una cosa a cui vorrei partecipare e ho la vivida speranza che si possa tornare nei locali Open Mic e cominciare a fare STAND UP COMEDY.

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