Parliamo di… “La Strega” – Bianca Pitzorno

Titolo: Sortilegi

Autore: Bianca Pitzorno

Genere: Narrativa

Editore: Bompiani

La Strega è il primo dei tre racconti che compongono l’antologia “Sortilegi”.
Questa storia è ambientata nelle campagne toscane del 1640, dove la peste imperversava terribile e spietata.
La protagonista è Caterina, rimasta sola in tenerissima età in quanto unica superstite della sua famiglia. L’epidemia colpisce implacabile nelle campagne, nei paesi, lungo i fiumi. Le case rimangono vuote, riempite solo dall’eco dei ricordi. Quando i genitori di Caterina si rendono conto che la malattia, ormai, si è fatta troppo grave dicono alla bambina di andare a trovare una vicina di casa, la vecchia Gostanza, e di trascorrere qualche giorno da lei.
Sfortuna vuole, però, che quando la piccola arriva dall’anziana donna trova l’abitazione disabitata. Allora decide di tornare indietro, per parlarne con la madre ma – di nuovo – non trova altro che una casa spoglia e vuota. È in questo momento che Caterina si convince di essere rimasta sola al mondo. La peste non strapperà solo a lei la calda coltre dell’infanzia troppo presto. Altri due bambini, Lorenzo e il piccolo Ippolito, si troveranno infatti a fare i conti con la crudeltà della malattia e con l’egoismo e la malvagità di chi avrebbe dovuto proteggerli.
Le strade di Caterina e Lorenzo si incroceranno circa una decina di anni dopo, quando lui – insieme a un paio di amici – scorgerà una fanciulla bellissima e misteriosa ai margini del bosco, lo stesso bosco che – in paese – si dice sia luogo di sventura. Come se la natura non si fosse dimostrata abbastanza crudele, strappando la vita a centinaia di innocenti, in questo racconto a farla da padrone saranno anche la superstizione e l’ignoranza che, rendendo cieche le persone, le porteranno a comportamenti disumani. A farne i conti sarà, suo malgrado, proprio Caterina colpevole di essere bella, autonoma e senza nessuno pronto a prendere le sue difese.

🔸️Nelle note l’autrice spiega al lettore, con dovizia di particolari, come è arrivata a scrivere questo racconto. Sfumatura degna di nota è anche la scrittura, non moderna ma molto attinente a quella dell’epoca. La Pitzorno svela che, per scrivere in questo modo, si è ispirata alle lettere che la figlia di Galileo Galilei (accusato di stregoneria proprio in quegli anni) scriveva al padre durante la sua clausura monastica.

🔸️Un racconto appassionante, crudo e triste che si rivela in grado di portare il lettore a riflettere sull’assurdità di alcuni comportamenti diffusi all’epoca, spronandolo a non cadere più in simili tranelli facendosi trascinare dall’istinto e dall’ignoranza. I tempi moderni, per diverse sfumature, ricordano quelli antichi e spetta a noi combattere l’angoscia che si è creata a causa della situazione attuale senza cercare – a tutti i costi – un capro espiatorio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...