Segnalazione – Real Gaia Game di Simona Gervasone

Titolo: Real Gaia Game

Autore: Simona Gervasone

Genere: Narrativa per ragazzi

Editore: 0111 Edizioni

Prezzo: 15 € (cartaceo) 3 € (digitale)

TRAMA: Richie vive le sue giornate spensierate in compagnia dei suoi amici di sempre. La sua routine viene spezzata da un improvviso viaggio di lavoro del papà, che a malincuore dovrà rimanere lontano da casa per diversi mesi.
Credendo di rendergli più facile il distacco, il papà affida a Richie un compito molto importante e delicato che ha a che fare con le motivazioni del suo viaggio: il lancio di un nuovo e incredibile videogioco. Ma Real Gaia Game non è un gioco come gli altri e forse è molto più attraente della realtà.

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Principessa Laurentina – Bianca Pitzorno

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Titolo: Principessa Laurentina

Autore: Bianca Pitzorno

Editore: Mondadori

Genere: Narrativa per ragazzi

Prezzo: 10 € (cartaceo)

Buongiorno lettori, oggi voglio parlarvi di una scrittrice che occupa un posto speciale nel mio cuore: Bianca Pitzorno.

La protagonista di questo romanzo è Barbara, la quale, dopo il divorzio dei genitori, ha dovuto abbandonare a malincuore la città nella quale era nata e cresciuta per trasferirsi con la madre e il suo nuovo marito, Lorenzo, a Milano. Ad Alaria (questo il nome della città d’origine) la ragazza ha lasciato il padre, il nonno, la zia e due sue carissime amiche. Disperata e infuriata per essere stata strappata ai suoi affetti per seguire l’egoismo della madre, Barbara non riesce in nessun modo ad abituarsi alla quotidianità nella grigia e fredda città lombarda. Non stringe nuove amicizie, fatica ad accettare il proprio corpo che si sta trasformando a causa dell’adolescenza e trova imbarazzante che una donna dell’età della madre oltre ad essersi risposata sia pure in dolce attesa. In preda alla rabbia per essere stata obbligata a vivere in una casa che non sente sua, lontana dal padre e dalla rassicurante Alaria, Barbara litiga spesso con sua mamma. Quando la sorellina – la Laurentina del titolo – nasce, la situazione peggiora a tal punto che Barbara decide di voler chiedere espressamente alla madre di venire affidata al padre.

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La mamma rimanda la discussione al ritorno di un viaggio che è in procinto di fare con il marito. Il destino sa essere crudele: l’aereo nel quale stanno viaggiando Marcella (la mamma di Barbara) e Lorenzo ha un incidente e tutti i passeggeri muoiono. Barbara, molto scossa, torna a vivere ad Alaria con il padre e lascia la piccola Laurentina a Milano, con due anziane prozie. Dopo qualche mese, però, la giovane, incoraggiata dalle due amiche, torna a Milano per andare a trovare la bambina: trovandola trascurata e triste decidono di rapirla per portarla ad Alaria.

Amo la scrittura della Pitzorno con tutta me stessa. Ho letto molti suoi libri (primo tra tutti “Ascolta il mio cuore” che ho letto e riletto non so più quante volte) e pur essendo una scrittrice dedita alla narrativa giovanile la trovo adatta a ogni età.

Valutazione: ★★★

Ve lo consiglio!

Manu

Cocco di Nonna – Anthony Horowitz

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Il libro di cui vi voglio parlare oggi è Cocco di Nonna, romanzo per ragazzi pubblicato in Italia da Salani Editore e scritto da un autore davvero degno di nota, Anthony Horowitz. Pur essendo un libro “di paura” per bambini e ragazzi, ci sono alcuni stralci che definire comici è riduttivo.

Joe, figlio unico di una famiglia bizzarra, egoista ed oltremodo assente, ha due genitori che si dimostrano completamente anafettivi nei suoi confronti. Per questo motivo il bambino è spesso affidato a tate e baby-sitter, talvolta addirittura ad un anzianissimo giardiniere che lavora per i suoi genitori da molti anni. L’esistenza di Joe scorre tranquilla e, in ogni caso, il ragazzo è ormai abituato a gestirsi in quasi completa autonomia senza problemi. Tutto sembra andare bene fino a quando nel romanzo inizia a farsi strada la prepotente ed inquietante figura di Nonnina, la vecchissima nonna materna del protagonista. Joe, durante una cena in sua compagnia si rende conto che quella vecchina tutto è tranne che una dolce ed affettuosa nonna. Oltre all’insistenza con la quale lo constringe a rimpinzarsi di tartine vomitevoli, disgustose aringhe puzzolenti e viscide, ricotta andata a male e biscottini ricoperti di muffa, un particolare inquietante terrorizza il bambino più di ogni altra cosa: lo sguardo di Nonnina, il lampo malvagio e malefico che si accende nei suoi occhi quando lo osserva.

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Quando i genitori di Joe decidono di partire per le vacanze, ovviamente senza portarsi dietro il figlio, la situazione peggiora drasticamente. I due, infatti, decidono consensualmente di affidarlo all’anziana nonna la quale lo trascina con sé in un paesino sperduto e sconosciuto. Joe e la nonna alloggiano in un albergo dove l’età media dei turisti è sulla settantina e, ovunque sposti lo sguardo, il ragazzino vede solo anziane signore: rugosissime, sorde, sdentate, con occhiali spessi come il fondo di una bottiglia. Ad accumunarle, oltre all’età, è la luce rapace che brilla nei loro occhi ogni volta che osservano Joe.
Il protagonista capisce che la sua vita è in pericolo, ma neanche nei suoi più fervidi incubi può immaginare cosa lo aspetti in quel tranquillo e placido, almeno all’apparenza, paesino.

La Nonnina che la fa da padrona in questo ottimo romanzo per ragazzi sembra stare a metà tra la donna malvagia e cannibale di Hansel e Gretel e una delle strane donne descritte con estrema maestria ne Le Streghe di Roald Dahl. Il tributo a quest’ultimo, almeno secondo me, è evidente e fortemente voluto: in Cocco di Nonna, infatti, il lettore trova un capitolo nel quale Joe descrive una grande sala dell’albergo, dove la nonna lo ha portato in villeggiatura, allestito per ospitare il “Ritrovo annuale delle Nonnine”; proprio come nel salone dell’hotel nel romanzo di Dahl un grande salone era adibito ad ospitare la “Reale Società per la Protezione dell’Infanzia Maltrattata”, che altro non era che il raduno annuale delle streghe inglesi.

Questo romanzo di Horowitz mi è piaciuto molto, per lo stile narrativo, fluido ed incalzante, e per la capacità dell’autore di alternare momenti di suspance e mistero ad altri assolutamente esilaranti.

Valutazione: ★★★

Manu

 

Clorofilla dal cielo blu – Bianca Pitzorno

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Autore: Bianca Pitzorno

Titolo: Clorofilla dal cielo blu

Editore: Mondadori

Genere: Narrativa per ragazzi

Prezzo: 4,99 euro (versione ebook) 9 euro (versione cartacea)

Oggi ho il piacere di parlare nel mio blog di Bianca Pitzorno, della quale ho letto decine di libri, e che, nella mia classifica personale di scrittori per l’infanzia, occupa a pieno titolo il posto d’onore.

Ho da poco letto Clorofilla dal cielo blu, definita dall’autrice stessa “una storia fantaecologica”, ambientata in una Milano dove smog e cemento hanno distrutto quasi ogni forma di vita vegetale. Margherita Rossi, nota speleologa, a causa del suo lavoro deve andare a vivere per alcune settimane dentro ad una grotta buia, umida e fredda (clima che in fondo accomuna ogni grotta che si rispetti). Per questa ragione, la donna decide di mandare i figli, Francesca di quattro anni e Michele di dieci, a stare momentaneamente a casa di uno zio, che però loro non hanno mai visto e conosciuto. I due bimbi, dopo aver salutato i genitori, salgono sul treno, stanno tranquilli e attenti per tutto il viaggio e, arrivati alla stazione di Milano Centrale, scendono dal convoglio. Non trovando nessuno zio ad aspettarli, decidono di prendere un taxi e farsi portare da lui, leggendo l’indirizzo che la madre ha scritto su un bigliettino stropicciato. Per un fraintendimento, però, Michele e Francesca si fanno portare all’indirizzo sbagliato, in Via Colombaia, in un condominio dove, a causa delle imminenti vacanze estive, gli unici residenti rimasti sono uno strampalato botanico, il professor Erasmus, e la portinaia del palazzo, l’intraprendente Cesira. La notte successiva al loro arrivo, il botanico trova nel suo laboratorio una piccola marziana vegetale somigliante più ad un neonato che ad una pianta, (è lei la Clorofilla del titolo), che rischia di morire a causa dell’inquinamento.

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Questi sono gli ingredienti di un racconto che, con la sua simpatia, riesce a far sognare e riflettere il lettore. Molti sono gli elementi fantastici in questo libro, primi tra tutti la piccola Clorofilla e le piante che, grazie al Verdeplasma concentrato, si prendono una rivincita sul cemento e sul grigio tipico delle metropoli. Il carattere dei personaggi è ben delineato e particolareggiato e la vicenda, seppur ricca di avvenimenti e colpi di scena, scorre fluida e senza intoppi. L’autrice riesce ad andare a segno anche questa volta, presentandoci dei protagonisti al quale il lettore non riesce a non affezionarsi, e, al tempo stesso, facendo riflettere grandi e piccini su un tema molto importante: il rispetto per la vita vegetale ed animale.

CURIOSITÀ: Clorofilla in origine era un testo teatrale, scritto e sceneggiato da una giovanissima Pitzorno ai tempi del liceo.

Valutazione: ★★★

Manu

La parola ai lettori – Un Regalo Pericoloso

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Buongiorno lettori, voglio scusarmi per la mia assenza in questo ultimo periodo ma sto leggendo due romanzi contemporaneamente, “Primavera di Racconti” antologia di racconti brevi, edita dalla Panesi Edizioni e “Il cortile delle statue silenti” di Francesco Paolo Oreste pubblicato da Pensa Multimedia. Le recensioni a breve! Nel frattempo oggi voglio dedicare questo spazio sul blog per pubblicare alcune recensioni che ho ricevuto in merito al mio romanzo d’esordio. Buona lettura! —————————————————————————————————————————————— “A volte quello che credi di possedere finisce con il possederti”, questa frase, che sa di presagio, è il sottotitolo del primo libro di Manuela Raciti, “Un regalo pericoloso”, edito da Panesi Edizioni e uscito il 10 marzo scorso. Il libro, dedicato soprattutto ad un pubblico di bambini e ragazzi, ma non solo, incuriosisce il lettore già dalla sinossi: “Tommaso è un ragazzino di dodici anni alle prese con una sorella maggiore un po’ scorbutica, Anna, un trasloco inaspettato, una scuola nuova e la scelta del regalo di Natale giusto per i suoi genitori: una collana per la mamma, un paio di pantofole per il papà. Ma può un regalo cambiare la vita di una famiglia? Tommaso e Anna si troveranno a dover combattere contro una forza misteriosa e inspiegabile che rischierà di portare alla pazzia papà Luca. Perché a volte quello che crediamo di possedere finisce con il possederci… La storia è raccontata in modo molto dettagliato; caratteristiche sono le descrizioni degli ambienti e dell’atmosfera natalizia. Tommaso, il protagonista, risulta essere da subito un ragazzino molto intelligente e maturo, che lotterà contro una forza misteriosa che rischia di far diventare matto il padre. La trama è intrigante e presenta un finale inaspettato. L’autrice racconta di avere avuto l’idea di scrivere “Un regalo pericoloso” dopo che al suo fidanzato erano state regalate un paio di pantofole. Ma, inaspettatamente, il suo gatto ne era rimasto terrorizzato. Questo episodio l’ha fatta riflettere su come un qualunque oggetto possa diventare pericoloso agli occhi di chi lo considera sotto una luce diversa. Il racconto ha lo scopo di farci soffermare sul fatto che quando incontriamo qualcuno, che si comporta in modo scontroso, non dobbiamo percepire solo ciò che di lui ci infastidisce ma immaginare che dietro il suo atteggiamento possa esserci un grande malessere. (Dal blog di Denise Inguanta Lettera D http://deniseinguanta.blogspot.it/2015/03/un-regalo-pericoloso-di-manuela-raciti.html?spref=fb) ————————————————————————————————————————————— Se volete trascorrete qualche ora in compagnia di una lettura che vanti candore di contenuti, giovanile freschezza e simpatia, non potete perdervi questo libro, edito da Panesi Edizioni  e frutto della creatività di una giovane autrice, proveniente dalla provincia di Varese, insegnante di sostegno nelle scuole elementari. Il libro, appartenente al genere narrativa per ragazzi, ha come protagonista un  tredicenne, forse un po’ ingenuo per la sua età. Questa l’unica nota stonata, poco credibile, a mio parere, in questo primo e ben riuscito esperimento letterario di Manuela. Forse però  è  poco obbiettivo ritenere che i ragazzini d’oggi siano tutti indistintamente smaliziati a quell’età,  quando poi molto dipende anche da come li si educa, dal contesto familiare e dall’indole di ciascuno di loro. Tommaso è comunque un ragazzino giudizioso, serio, con la testa a posto, giocherellone e un po’ infantile che vive sereno in seno alla sua famiglia e in compagnia dei suoi amici fino a quando un trasloco sconvolge la sua vita, unitamente a un regalo che decide di fare a suo padre, in occasione delle festività natalizie… Il libro sembra dividersi in due parti: nella sua prima metà contiene il divertito resoconto di un’esistenza serena, al riparo da traumi e scossoni;  nella seconda, invece, una misteriosa maledizione si abbatte sulla famiglia del giovane protagonista, rimescolando le carte. L’autrice con capacità espressiva e  feconda fantasia, riesce a planare anche sugli eventi meno piacevoli con candida leggerezza: non stupisce che abbia familiarità con il mondo dell’infanzia di cui il suo Tommaso conserva intatta tutta l’incantevole purezza. Manuela non ci fa mancare nemmeno qualche colpo di scena, mentre la sua penna disegna i personaggi del libro con pochi incisivi ed efficaci tratti, in grado di renderceli  immediatamente cari e reali. Il racconto si sofferma sulla descrizione di dinamiche familiari e amicali con sapiente naturalezza, senza mai annoiare; la trama è ben strutturata; lo stile scorrevole e brillante. Una lettura da consigliare ai vostri figli, ma anche al bambino che alberga in ognuno di noi adulti, amanti della lettura, sempre pronto a stupirci e a emozionarci di fronte a nuove fantasiose storie. (Dal blog di Irene TeyxeiraScrittura-mania http://scrittura-mania.blogspot.it/2015/03/scrittura-mania-segnala-un-regalo.html) ——————————————————————————————————————————————— Ho davvero apprezzato questo volume: da piccola ero un’amante del genere Piccoli Brividi, e la storia che ho letto mi riporta alla mente quei momenti di attesa e eccitazione che s’agitavano in me quando, presa dalla frenesia di voler sapere come andava a finire, passavo ore e ore a leggere. Anche con questo volume è andata così: l’ho finito in fretta, la curiosità era troppa!! Il libro è assolutamente adatto anche ad un pubblico più giovane: non ci sono scene che impressionano o colpiscono fortemente (come invece accade alcune volte ne’ “Il figlio del cimitero”), quindi anche i più piccoli possono leggerlo senza problemi se sono appassionati al genere. La storia mi è piaciuta, è lineare e chiara, ben scritta ed immediata. Anche la conclusione mi ha lasciata a bocca aperta: un vero colpo di scena! Ho solo un appunto: avrei preferito che fosse più approfondito il modo in cui Tommaso trova le ciabatte in camera sua. Non ho capito se qualcuno ce le ha portate, se sono comparse magicamente o se sono sempre state lì, in quella nuova casa. A parte questo, colgo ancora l’occasione di fare i complimenti a Manuela: ha scritto davvero un ottimo libro, che si legge tutto d’un fiato! (Dal blog di Deboradeborasenzah – Recensioni di libri, dove trovate l’articolo completo. http://deborasenzah.blogspot.it/2015/03/recensione-un-regalo-pericoloso.html) ——————————————————————————————————————————————— Una famiglia tranquilla viene sconvolta da un semplice regalo. Ho trovato l’idea interessante. Il libro è scorrevole, si legge tutto d’un fiato. L’atmosfera del libro è a metà strada tra i “Piccoli Brividi” e una moderna fiaba il cui finale aperto , non è affatto scontato.  Non aggiungo altro sulla trama perchè il libro merita di essere scoperto e gustato un po’ alla volta senza anticipazioni. Può essere letto da chiunque senza limite di età. Spero sia il primo di una lunga serie. (Lupo Impetuoso – Amazon)

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Una storia calda, una famiglia che esprime tenerezza, il natale, un fratello e una sorella che litigano, un trasloco, comportamenti anomali, un pizzico di mistero e un “Regalo Pericoloso”. Questi sono solo alcuni degli ingredienti del libro di Manuela Raciti, appassionata lettrice che esprime tutta la sua bravura, fantasia e il suo ottimo stile di scrittura nelle pagine di questo racconto. Ti porta passo dopo passo a leggerlo tutto d’un fiato, i capitoli si intrecciano in un modo semplice e scorrevole, le descrizioni ambientali e degli eventi sono uniche e non rappresentano una scrittrice alle prime armi, anzi [… Decine di foglie di un colore verde scuro e grandi come il pollice della mia mano, brillavano alla luce del sole prossimo al tramonto. ..]. Con sorpresa riesce a trasportare il lettore a quando da bambino viveva giorno dopo giorno l’arrivo del Natale, la corsa per i regali, l’albero, le luci, l’allegro scompiglio generale e il fatidico pranzo […era un’insegnante in pensione e… pure una zitella incallita e convinta…] ironica e precisa descrizione del parentato, credo comune a molti. Il racconto nel suo insieme regala le emozioni dei giorni del Natale, ricordi ed esempi di una unione familiare che nel tempo, purtroppo per alcuni, vanno a svanire. Il finale è un colpo di scena inaspettato, ma è proprio quel tocco che ha dato un pizzico di magia in più. Consiglio questo libro non solo ai bambini, ma anche ai sognatori e a chi ha ancora voglia di farlo. (Recensione a cura di Ivan Caldarese sul blog Scritturati, http://www.scritturati.com/2015/03/ivan-caldarese-recensisce-per-noi-un.html?spref=fb)
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Se le nonne ripetono sempre ai nipoti di stare attenti agli oggetti incustoditi, di non giocare o “dare confidenza” a ciò che, per quanto all’apparenza sembri innocuo, non se ne conosce la provenienza, un motivo c’è. E non sempre si tratta di qualcosa di semplice da gestire e di cui è facile disfarsi. La vecchia saggezza popolare, che sia basata su fatti reali o su leggende, non è mai campata per aria ma, più passano i decenni e più le nuove generazioni tendono a dimenticarle, soprattutto se, con la famiglia, scelgono di abitare in una casa non proprio di recente costruzione. Per metà “Piccoli brividi” e per metà horror che ricorda vagamente i romanzi di Stephen King basati su elementi paranormali e oggetti posseduti, (vedi Christine – La macchina infernale o Cose preziose), Un regalo pericoloso di Manuela Raciti (Panesi edizioni, pp. 93, 2,99 €) è un romanzo per ragazzi semplice e accattivante che tende a rispolverare dalle ragnatele del tempo e delle mode letterarie, l’essenza classica del paranormale, quando a dominare le pagine e ad inquietare i lettori appassionati del genere non erano lupi mannari o vampiri (o per lo meno non solo), ma oggetti dotati di malefica vita propria e oscure leggende e storie ad essi legate. Pur senza strafare in dettagli angoscianti, l’autrice, con uno stile fresco e corretto, semplice e lineare, riesce a calibrare nel modo giusto l’elemento horror con il target a cui è rivolto; crea l’atmosfera ideale per catturare l’interesse dei giovani lettori, li incuriosisce, dando loro ciò che ovviamente cercano in questo genere di lettura, senza però esagerare. Il testo è ben strutturato e il finale, non a caso e in perfetta sintonia con l’ambientazione paranormale, pur concludendo la vicenda lascia al lettore una sorta di sospeso che che gli permette di fantasticare e immaginare. ( Dal blog di Cinzia CerianiLibero Volo, http://www.liberovolo.it/2015/05/09/recensione-un-regalo-pericoloso-di-manuela-raciti/)

La mia prima intervista!

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Buongiorno lettori! Dopo tanto parlare di libri altrui, oggi voglio pubblicare l’intervista che mi è stata fatta dalla Panesi Edizioni (http://panesiedizioni.it/ ), la mia casa editrice, che ringrazio moltissimo per l’opportunità che mi ha dato.

“La prossima settimana uscirà una nuova storia per bambini e ragazzi, Un regalo pericoloso di Manuela Raciti. Diamo a lei la parola per presentare se stessa e il suo e-book!

Chi è Manuela Raciti?

Sono nata a Chiavari, in Liguria, ventisette anni fa. Figlia unica di Silvana e Roberto, ho vissuto con loro e con le nostre gatte fino a quattro anni fa. Nel 2011 ho fatto armi e bagagli e, con coraggio e una sana dose di incoscienza, mi sono trasferita in provincia di Varese. Nonostante il grande affetto verso chi ho lasciato (lasciato solo fisicamente, le persone importanti che ho avuto la fortuna di incontrare nel cammino della mia vita continuano ad essere al mio fianco, nonostante i chilometri che ci dividono), a quattro anni di distanza posso dire che la mia scelta è stata la migliore che potessi fare. In questi anni ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose, di ampliare la mia cerchia di amicizie, e di condividere la mia vita con Davide, il mio fidanzato. Sono da sempre una grande amante degli animali, fedeli compagni di vita che, ovunque io sia, mi regalano quotidianamente gioie e sorrisi, nonostante siano anche parecchio impegnativi. Detto questo, ne vale assolutamente la pena!

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Credo che la mia passione per la scrittura sia nata insieme ad un altro mio grande amore, la lettura. Ho cominciato a leggere molto presto, grazie all’aiuto dei miei genitori, e, come ad ogni bambino, la fantasia non mi è mai mancata. Pochi anni dopo aver scoperto le meraviglie della lettura, mi sono approcciata alla scrittura, scrivendo i primi capitoli di libri che poi non ho mai finito. Durante le scuole elementari ho anche partecipato ad un concorso di poesie, indetto dalla Biblioteca di Lavagna (Ge), dove ho manifestato il mio amore per gli animali proponendo una poesia contro la caccia. Con il trascorrere degli anni ho trovato nella scrittura una valvola di sfogo, la penna è diventata il mezzo più adatto per viaggiare con la mente, per riuscire ad alzarmi in volo anche durante i periodi più bui.

Il tuo lavoro di insegnante ti ha aiutata a crescere come scrittrice?

Da diversi anni sono educatrice. Lavoro come insegnante di sostegno nelle scuole seguendo diversi bambini con difficoltà. Ogni bambino che ho conosciuto è un mondo a sé stante e pensare di potersi approcciare ad ognuno di loro allo stesso modo è impensabile. Più che avermi aiutata a crescere come scrittrice, il mio lavoro mi ha aiutata a tornare un po’ bambina, cercando di vedere le cose anche con i loro occhi, e non più solo con i miei. Non credo sia un caso se il mio romanzo d’esordio è un libro per ragazzi.

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Hai un immaginario preciso a cui attingere?

Il mio libro è simile, come genere, ai romanzi della collana “Piccoli Brividi”, che hanno accompagnato la mia infanzia e che mi hanno inevitabilmente influenzata. Il mio scrittore preferito è, senza ombra di dubbio, il geniale Stephen King. Di lui ammiro, tra le tante cose, la capacità di fare entrare i lettori nella sua mente, di catapultarli nelle sue fantasie, le quali diventano magicamente concrete. Leggendo i suoi romanzi mi si è presentato davanti agli occhi, un mondo immaginario, tanto spaventoso quanto affascinante. Ogni pagina letta è un passo dentro alle vite dei suoi personaggi.

Un regalo pericoloso - Manuela Raciti

Come nasce Un regalo pericoloso?

L’idea per Un regalo pericoloso è nata in modo divertente. Un giorno al mio fidanzato regalarono un paio di pantofole a forma di testa di Homer Simpson, di quelle grandi e morbide. Inaspettatamente, appena le mise ai piedi, il nostro gatto, Cookie, ne rimase terrorizzato: fissandole con gli occhi sbarrati, proprio come si guarda un nemico pericoloso o qualcuno che potrebbe rappresentare una vera minaccia, fuggì a nascondersi sotto i mobili e ci rimase per ore. Quest’episodio bizzarro mi fece pensare a come un qualunque oggetto, anche il più innocuo, possa diventare pericoloso agli occhi di chi lo considera sotto una luce diversa.

Vuoi descriverci brevemente i personaggi?

Il protagonista del romanzo è un ragazzino, Tommaso. Durante tutta la storia, Tommy si troverà a lottare, con l’aiuto della sorella maggiore Anna, contro una forza misteriosa e inspiegabile che sta portando alla pazzia loro padre, Luca. Per ultime, ma non per questo meno importanti, non posso non citare tra i personaggi le pantofole stesse.

Cosa vorresti rimanesse ai lettori della tua storia?

Con questo racconto vorrei, anche se in modo celato, provare a far riflettere sul perché del comportamento degli altri. A volte, quando incontriamo qualcuno turbato e scontroso, riusciamo a percepire solo ciò che di lui ci infastidisce, senza immaginare che dietro vi possano essere “un paio di pantofole” che lo perseguitano (a volte senza che nemmeno se ne renda conto), e che la sua scontrosità rappresenti in realtà un inconscio grido d’aiuto. Credo che bisognerebbe cercare di metterci nei panni degli altri, guardando oltre alle apparenze, soprattutto quando queste nascondono le difficoltà di un nostro caro.

Tutti abbiamo “un paio di ciabatte che ci perseguitano”, più o meno reali. Quali sono le tue?

La scorsa estate ho scoperto, per puro caso, di avere un serio problema di salute il quale, senza scendere troppo nei dettagli, mi ha fatto vivere parecchi momenti difficili, lasciandomi per un periodo appesa ad un filo. La consapevolezza che questa malattia sarà un’indesiderata compagna di viaggio, con cui dovrò sempre bisticciare per rimanere in piedi, la rendono inevitabilmente la regina delle mie pantofole maledette.

Tu hai anche un blog personale, ALL YOU CAN… READ!, in cui unisci la tua passione per la scrittura a quella per la lettura. Per usare un citazione letteraria/cinematografica… Ma come fai a fare tutto???

Ho creato il mio blog All you can…read! d’istinto, seguendo un impulso che ho sentito nascermi dentro. Ho deciso di iniziare a recensire libri per diversi motivi: primo tra tutti la voglia di condividere con altri amanti della lettura pareri e opinioni sui romanzi letti. Credo poi che, in un’era come la nostra, la diffusione di internet sia ormai così massiccia che possa rappresentare un ottimo trampolino di lancio per gli autori emergenti, motivo per cui, tra un libro di King e uno di Orwell, ci tengo molto a recensire anche romanzi di autori emergenti, brillanti e capaci, anche se ancora non conosciuti ai più. Ritengo, infine, che scrivere recensioni sui libri letti unisca l’utile al dilettevole: lo trovo un buon metodo per tenermi in costante allenamento, quando non riesco a trovare il tempo per scrivere i miei racconti. Come si può immaginare, la stesura dei testi non è semplice perché le idee ci sono (e sono tante) ma lavorarci sopra richiede molto impegno. In alcuni periodi scrivere per me è fondamentale: in quei periodi, nel tempo libero, invece di guardare la tv, mi siedo davanti al computer e lascio fluire le parole. Altre volte, invece, per una serie di motivi non riesco a farlo: è soprattutto in quei momenti che mi concentro maggiormente sul blog.

Hai già qualche nuovo progetto in cantiere?

Sì! Sto lavorando ad una raccolta di racconti brevi a tinte nere, un mix di storie vere, incubi e fantasie. Ogni storia non è collegata alle altre se non per la comune sensazione di angoscia e inquietudine che ho cercato di trasmettere in ognuna di esse.

Intervista a cura di Annalisa Panesi

Vi ricordiamo che Manuela è anche una delle prime classificate del nostro concorso Primavera di Racconti, e la sua opera sarà inserita nell’antologia in uscita il 21 marzo!”

Trovate l’intervista originale a questo indirizzo: http://panesiedizioni.it/manuela-raciti-tra-animali-scuola-e-un-paio-di-pantofole-dispettose/

Manu

Divergent – Veronica Roth

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La pace è controllo. Questa è libertà.

La storia si svolge in un futuro imprecisato dove la popolazione ha deciso autonomamente di dividersi in gruppi per tentare di trovare, dopo decenni di guerre e soprusi, la pace. Le fazioni hanno tutte una specifica funzione e sono: i Candidi, i Pacifici, gli Eruditi, gli Abneganti e gli Intrepidi.

La protagonista di Divergent è Beatrice, una tranquilla sedicenne che vive con la famiglia appartenente al gruppo degli Abneganti. Si trova presto a dover fare una scelta, insieme a molti altri giovani, durante il giorno della cerimonia: la ragazza deve decidere se continuare a vivere con i suoi genitori e suo fratello oppure abbandonarli e scegliere una fazione più adatta alle sue inclinazioni. Quando la ragazza si sottopone ad un test attitudinale (proposto ad ogni giovane che deve partecipare alla cerimonia), il quale dovrebbe aiutarla a scegliere il gruppo migliore per lei, scopre di essere una Divergente. Viene subito informata che il rischio che corrono i Divergenti, una volta scoperti, è altissimo: Beatrice dovrà scegliere la sua fazione e partecipare a tutte le prove di iniziazione senza svelare a nessuno il suo segreto, sarebbe pericoloso per la sua vita se si venisse a sapere.

La giovane sceglie la fazione degli Intrepidi, con grande delusione del padre che la vorrebbe Abnegante a vita. Le prove alle quali i giovani transfazione devono sottoporsi sono estremamente dure sia a livello fisico che psicologico ma Beatrice le supera con grandi risultati. Seguita da Eric, crudele e spietato capofazione, e da Quattro (soprannominato così perchè ha solo quattro paure), istruttore che segue il suo gruppo, la giovane si dimostra una delle migliori. Proprio per questo viene notata e tenuta d’occhio dai superiori e, dovendo nascondere a tutti di essere una Divergente, la cosa non si dimostra positiva.

Purtroppo l’animo umano, nonostante la creazione delle fazioni e tutti i buoni propositi di evitare ostilità per perseguire la pace, si dimostra ancora una volta incapace di pensare al Bene come fine ultimo. Sarà proprio Beatrice a battersi per tentare di non fare scoppiare un’ultima, spaventosa guerra tra sopravvissuti.

Noi non possiamo essere confinati in un solo modo di pensare, e questo terrorizza chi detiene il comando. Significa che non possiamo essere controllati. Significa che qualunque cosa facciano, noi creeremo sempre problemi.

Valutazione:

Manu

Alieni in vacanza – Clete B. Smith

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Da oggi voglio cimentarmi anche nelle recensioni di libri per ragazzi perchè, lo ammetto, tra un thriller e un romanzo horror, mi piace e mi rilassa concedermi certe letture, anche se non ho più dodici anni. In fin dei conti da tantissimi anni sono un’orgogliosa abbonata al fumetto per eccellenza, il topo più famoso del mondo.

Il libro che voglio recensire oggi è “Alieni in Vacanza” di Clete Smith, pubblicato in Italia dalla Salani Editore.

Il protagonista del romanzo è un ragazzino, David, conosciuto a tutti come Scrub (letteralmente Cespuglietto!). Figlio unico di una coppia impegnatissima dal lavoro, viene mandato dai genitori a passare l’intera estate presso il Bed & Breakfast della nonna paterna. Il ragazzino è, prevedibilmente, scocciato e demoralizzato: avrebbe preferito trascorrere le vacanze estive a casa sua, controllato dalla governante, o a casa di amici. Gli allenamenti di basket, sua grande passione, sembrano improponibili in quella sperduta cittadina. Le comunicazioni con gli amici sono limitatissime: nel B&B non c’è connessione internet e i cellulari non funzionano. Le cose iniziano a cambiare quando Scrub scopre che l’albergo gestito dalla nonna, l’Intergalactic Bed & Breakfast, è frequentato da turisti a dir poco bizzarri. Con il passare dei giorni il ragazzo capisce: il B&B ospita solo alieni, che hanno scelto la Terra per trascorrere le proprie vacanze.  Superato lo shock iniziale, David, decide di dare una mano alla nonna, dolcissima vecchietta vegana, oberata dal lavoro. Inizia a fare amicizia, non solo con alcuni ospiti dell’albergo, ma anche con alcuni ragazzi del posto: la sua preferita è Amy, almeno finchè scopre che è la figlia dello sceriffo che, ormai da mesi, tormenta la proprietaria dell’albergo cercando in ogni modo di farle chiudere il suo bizzarro B&B.

Mi andava eccome, e sarebbe stato molto bello poter passare un po’ di tempo con lei lontano dal bed & breakfast. Ma prima che avessi il tempo di rispondere mi accorsi che un turista alle spalle di Amy, quello con la testa rotonda e troppo grande e il corpo rotondo e troppo piccolo, si stava mangiando la sua tovaglietta da colazione, il tovagliolo e le posate, tutti impilati uno sopra l’altro come un sandwich.

Se volete farvi quattro risate senza impegno, leggetelo!

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Manu