Estratto – Buon viaggio

– Ecco qui: carrozza 6, posto 86…
La ragazza gli porge i soldi.
Lui le sorride, stampa il biglietto e glielo
consegna.
Mentre si avvia verso le scale Sofia lo sente
urlare nella sua direzione: – Ti auguro di fare un buon viaggio!
Come previsto, un quarto d’ora dopo arriva il treno. È un convoglio mezzo arrugginito, composto da sei grandi vagoni dipinti di rosso e di bianco. Quando si ferma, lo stridore provocato dalle ruote sui binari è
insopportabilmente forte; istintivamente Sofia si copre le orecchie con le mani.
La sua carrozza è l’ultima…

Dal mio racconto “Buon viaggio”, edito da @panesiedizioni

Dai sogni ai racconti

Il racconto “Il Grano” è nato da un sogno fatto tanti anni fa.
Come tutti i sogni era ricco di particolari poco probabili nella vita reale, ma che in quel frangente sembravano assolutamente plausibili e, in quanto tali, parecchio drammatici e angoscianti. Nell’incubo dal quale ho preso spunto per scrivere questo racconto, ricordo di aver visto un uomo terrorizzato scappare in un vasto campo di grano mentre cercava con tutte le sue energie di sfuggire a qualcosa che lo stava raggiungendo. La mattina seguente, appena sveglia, il senso di inquietudine che mi aveva lasciato quel sogno era così forte che ho deciso di appuntarmi qualche particolare dell’incubo appena “vissuto” e, soprattutto, le sensazioni che mi aveva trasmesso. Sensazioni che, a mia volta, spero di aver trasmesso ai lettori che hanno letto il mio racconto, contenuto nella raccolta a tinte nere “Guardami negli occhi”!

Emeth – Aurora Stella

Autore: Aurora Stella

Titolo: Emeth

Genere: Horror / Fantasy

Editore: Self publishing

Prezzo: 2,99 € (versione digitale)

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un romanzo misterioso e appassionante: Emeth. La penna da cui è nata questa storia appartiene ad Aurora Stella, che non è nuova in questo blog. Infatti, anni fa, ho già recensito – con molto piacere – due sue meravigliose raccolte di racconti horror.

Cliccando su questo link: https://allyoucanreadblog.wordpress.com/2015/01/09/e-vissero/ potrete leggere la mia recensione del suo E vissero? mentre, se preferite, cliccando al link: https://allyoucanreadblog.wordpress.com/2015/08/30/onirica-aurora-stella/ troverete la recensione di Onirica.

Ma veniamo a noi: la protagonista di questo racconto è una ragazza che vaga spaesata e confusa tra le vie della sua città, in una giornata di pioggia. Per fortuna, a imbattersi in lei, non è un qualche malintenzionato ma una suora, suor Maria Veronica, che la porta nell’istituto dove vive insieme alle altre sorelle. La giovane non ricorda più il suo nome, perciò, la religiosa decide di chiamarla Renée e di prendersi cura di lei.
Una sera, mentre sta per addormentarsi nella sua piccola cella, Renée scorge un grosso gatto nero dagli occhi ambrati che la fissa.

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Quella notte il sonno della ragazza è disturbato da un incubo spaventoso, di quelli così reali e angoscianti da farti svegliare con le palpitazioni e il terrore di addormentarti di nuovo. Per fortuna, quando il sole sorge a illuminare un nuovo giorno, tutto sembra far parte di un altro mondo: quei volti, quelle voci, quei gesti disumani si perdono in un ricordo avvolto dalla nebbia. Solo il gatto è reale e sembra affezionato, in modo viscerale, alla giovane. Renée esce dall’istituto per sbrigare alcune commissioni ma, purtroppo, dovrà fare i conti con una realtà spaventosa: i protagonisti del suo incubo, quegli uomini dai volti crudeli e dagli sguardi cattivi, forse, non sono solo frutto della sua immaginazione.

Aiutata da Nerone, così si chiama il gatto, Renée andrà alla ricerca della verità, percorrendo strade tortuose e impervie che la porteranno, addirittura, al cospetto di un Golem. Tramite una bottega un po’ particolare e ricca di stanze segrete, la nostra giovane protagonista potrà fare un tuffo nei ricordi, dolci e dolorosi, commuovendosi e facendo commuovere il lettore. Così la ragazza troverà la forza dentro di sé per non farsi vincere dalla crudeltà degli eventi ma, al contrario, per dominarli e perseguire il suo senso di giustizia, troppe volte violato da esseri spregevoli e abietti.
Molto interessante anche la scelta che l’autrice opera in alcuni capitoli: grazie al fatto di assimilare il lettore al personaggio che vive la storia, riesce a farlo sentire protagonista in prima persona.
Un racconto, a metà tra l’horror e il fantasy, dove la Vita e la Morte sono entità concrete e non così separate come siamo abituati a conoscerle; e nel quale culture e credenze diverse si incontrano, mescolandosi e dando vita a rivelazioni inaspettate e sconvolgenti. Grazie ad Aurora scopriamo che i mostri non hanno tentacoli o denti appuntiti ma si nascondono tra le persone che ci circondano tutti i giorni: potrebbero essere i professori della vostra scuola o gli impiegati della banca dove mensilmente andate a ritirare lo stipendio. E impariamo che la parola d’ordine su cui è costruita tutta la trama del romanzo è proprio quella che dà il titolo al libro: Emeth. Ovvero, in ebraico antico, Verità.

Classificazione: 4 su 5.

Ve lo consiglio!

Manu

Iniziativa “Leggi per me”

 

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Qualche giorno fa mi sono imbattuta, per caso, in un post su Facebook che parlava di un’iniziativa molto interessante pensata dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Questo progetto, chiamato Leggi per me è dedicato a tutti gli amanti della lettura che, purtroppo, non possono permettersi di leggere quanto e come vorrebbero: sto parlando delle persone con deficit visivi.

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Photo by Suzy Hazelwood on Pexels.com

Amando moltissimo leggere, ho pensato a quanto sarebbe brutto se, da un giorno all’altro, non potessi più farlo. La lettura è una compagna di vita sempre presente, tanto discreta quanto insostituibile. Ho deciso, quindi, di partecipare anch’io a questa iniziativa, che scadrà il 15 giugno.

Le regole, che trovate spiegato in modo esauriente cliccando su questo sito Iniziativa “Leggi per me” , sono poche e molto semplici. In pratica, bisogna creare un file audio, va benissimo una semplice traccia audio registrata dal vostro smartphone, della durata di 10 minuti, dove all’inizio si dicono titolo, autore ed editore del libro che avete deciso di leggere. Una volta finito mandate tutto alla mail che trovate nel link che ho postato in questo articolo.

Un piccolo gesto che fa bene al cuore!

Manu

Amin, che è volato giù di sotto – Nadia Morbelli

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Titolo : Amin, che è volato giù di sotto

Autore: Nadia Morbelli

Editore : Giunti

Genere: Giallo popolare

Prezzo : 10€ (cartaceo), 4€ (ebook)

Amin, che è volato giù di sotto è il secondo romanzo di Nadia Morbelli, nata a Genova e redattrice in una piccola casa editrice. Attualmente vive tra Genova e il Piemonte, da cui proviene parte della sua famiglia.

Uno dei tratti distintivi di questa autrice e dei suoi romanzi è l’ambientazione nella quale si snodano tutte le vicende narrate: a farla da padrona è, infatti, Genova, con le sue stradine, i caruggi, i palazzi costruiti uno a ridosso dell’altro, la zona del porto antico e del centro storico.

L’io narrante è quello della protagonista, che come l’autrice si chiama Nadia e che, proprio come lei, lavora in una piccola casa editrice genovese.
Una sera Nadia uscendo tardi dal lavoro, in una Genova sulla quale sta scendendo il velo nero e freddo della notte invernale, scorge un sacco scuro lasciato in mezzo alla strada. In un primo momento crede sia un sacco della spazzatura lasciato in mezzo al caruggio da qualche residente poco educato ma capisce ben presto che si tratta, invece, del corpo senza vita di un giovane africano. La polizia, giunta immediatamente sul posto, archivia in quattro e quattr’otto il caso come suicidio involontario: secondo le forze dell’ordine il ragazzo, sicuramente sotto effetto di stupefacenti (che magari oltre ad assumere si occupava anche di spacciare), si è sporto troppo dalla finestra della sua abitazione ed è caduto giù. Una tragedia evitabile, niente di sconvolgente.
La protagonista, che i lettori hanno già avuto modo di conoscere ed apprezzare nel primo romanzo della Morbelli (Hanno ammazzato la Marinin, pubblicato da Giunti), non crede però a questa ipotesi sbrigativa e poco attenta. Decide, per questo, di indagare per conto suo.

Parlando con ex compagni universitari, amiche storiche, colleghi e conoscenti, tra una cena in trattoria ed un fine settimana a casa dei genitori in Piemonte, Nadia scoprirà che dietro la morte di Amin si nasconde un mondo di bugie, traffici illeciti e di insospettabili criminali; e che qualcuno, che dice di essere dell’Interpol, si è messo sulle sue tracce per farla tacere una volta per tutte.
In tutto questo vorticoso susseguirsi di vicende e colpi di scena, ritroviamo il vicequestore Prini, descritto dalla nostra esuberante investigatrice come un uomo rozzo e poco attraente nell’aspetto ma galante nei modi, conosciuto da Nadia durante la sua prima indagine non ufficiale. E il lettore scopre che forse, tra i due, potrebbe nascere qualcosa…

Ve lo consiglio!

Valutazione: ★★★

Manu

Cari mostri – Stefano Benni

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Titolo : Cari mostri

Autore: Stefano Benni

Editore : Feltrinelli

Genere: Horror

Prezzo : 17€ (cartaceo), 9.99€ (ebook)

La paura è una grande passione, se è vera deve essere smisurata e crescente. Di paura si deve morire. Il resto sono piccoli turbamenti, spaventi da salotto, schizzi di sangue da pulire con un fazzolettino. L’abisso non ha comodi gradini.

Cari mostri è l’ultimo romanzo di Stefano Benni, ed il primo che personalmente ho letto di questo autore. Avevo intravisto alcune copie del libro qualche tempo fa, gironzolando tra gli scaffali di una fornita libreria e la mia attenzione era stata immediatamente catturata dall’illustrazione di Luca Ralli scelta come copertina: definirla inquietante è poco. Il titolo di questa raccolta, poi, è spiazzante nella sua incisività.

Già, perché dovete sapere che i mostri ai quali si riferisce Benni non sono solo demoni che la mattina mangiano anime a colazione; il più delle volte sono creature che non svelano facilmente la propria crudele identità, ma che preferiscono, spesso e volentieri, celarsi sotto mentite spoglie.


I mostri sono gli altri. I mostri siamo noi.


E così, immergendoci tra le pagine di questa raccolta di racconti brevi e brevissimi, diretti e spesso geniali ci troviamo catapultati in misteriosi negozi di bizzarri animali, in tetri e sconosciuti corridoi del Vaticano, in anguste sale di un museo popolate da mummie egizie con una storia da scoprire, a proprio rischio e pericolo. Ma non solo.

Tra i moltissimi personaggi che popolano la fantasia dell’autore, troviamo anche persone comuni, almeno all’apparenza: ragazzine disposte a tutto pur di andare al concerto del proprio idolo; compagni di scuola che stufi di farsi sbeffeggiare da coetanei arrivisti meditano la propria vendetta; addirittura gatti che giocano a fare i detective e a smascherare uno spietato killer di felini.

E ancora, vampiri tartassati da Equitalia; alieni che ad un’asta acquistano la Terra a patto di disinfestarla dai propri inquilini spesso incivili e con manie di dominio e distruzione; star del pop con oscuri segreti, storie della nostra infanzia (in questo caso Hansel & Gretel) rivisitate in una moderna chiave horror.


Insomma in questo libro ci sono racconti per tutti i gusti: paurosi, certo, ma nei quali non manca mai un pizzico di arguta e geniale ironia.

Valutazione: ★★★

Manu

Segnalazione “L’ora del Diavolo” – Alessio Del Debbio

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TITOLO: L’ora Del Diavolo
AUTORE: Alessio Del Debbio
EDITORE: Sensoinverso Edizioni
GENERE: Antologia di racconti fantastici
FORMATO: Cartaceo
PAGINE: 130
PREZZO: 15 euro

IL LIBRO

“L’ora del diavolo” è un’antologia di racconti fantastici ispirati a leggende e tradizioni lucchesi, rielaborate in forma romanzesca. Tredici storie, tredici strade che ci portano dritti nelle tenebre, nei luoghi oscuri e misteriosi delle Alpi Apuane, in Versilia e nella Piana di Lucca. Leggende e antiche credenze sono amalgamate in racconti dalle sfumature inquietanti e fantastiche, con magia e speranza che si intrecciano facendo luce sugli aspetti più crudi della natura umana.
Il diavolo si insinua nelle vite degli uomini, li tenta e li inganna: ma da sempre è l’uomo stesso a invocarne la presenza per godere di favori altrimenti inappagati e impossibili da soddisfare. “L’ora del diavolo” rielabora l’eterna lotta tra il Bene e il Male: bontà e forza di volontà contrapposte e furbizia e malvagità.

Numerose le leggende locali utilizzate nella creazione dei racconti, incentrati o legati alla figura del diavolo, come corruttore di anime, mercante di sogni, sobillatore e firmatario di patti che impegnano gli uomini in cambio di qualche servizio reso loro dal maligno. Qualche esempio? La storia di Lucida Mansi, della Busdraga di Camaiore, l’edificazione del Ponte del Diavolo, le figure degli streghi e dei Serpenti Volastri, il gigante del Monte Freddone, le fate di pioggia, le sirene, l’ombra di fumo e via dicendo.

L’ AUTORE

Viareggino, Alessio Del Debbio ha pubblicato il racconto fantasy distopico “L’abisso alla fine del mondo”, nel 2014, il romanzo young adults “Anime contro”, nel 2015, il romanzo new adult “Favola di una Falena”, Panesi Edizioni, nel 2016, e “L’ora del diavolo”, Sensoinverso Edizioni, sempre nel 2016. Numerosi suoi racconti sono usciti in antologie, come “I mondi del fantasy”, di Limana Umanìta Edizioni, “Racconti toscani” di Historica Edizioni, e le riviste Contempo e Streetbook Magazine. Dal 2015 collabora con il portale di letteratura fantastica “Lande incantate” in cui scrive recensioni di romanzi fantasy contemporanei. Nell’estate 2015 organizza, assieme alla scrittrice Elena Covani, la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari presso il Bagno Paradiso di Viareggio, per far conoscere autori toscani. Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori emergenti di letteratura italiana.

 Il libro è acquistabile dal sito della casa editrice Sensoinverso e sui principali store online (Amazon, Ibs, Mondadori Store).

Buona lettura!

Manu

Onirica – Aurora Stella

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Autore: Aurora Stella

Titolo: Onirica

Genere: horror

Prezzo: gratis (versione ebook) 12,90 euro (versione cartacea)

Il navigatore, sublime invenzione, era ancora lontano dall’essere pensato. Per non parlare poi del cellulare. Come aveva potuto l’umanità sopravvivere senza? Eppure tutti, all’epoca, ne facevamo a meno, e sopravvivevamo lo stesso. Probabilmente, anche se avessimo avuto queste due invenzioni, non sarebbe cambiato niente.
O forse sì. È un cruccio che mi tormenta l’anima e s’insinua nei miei incubi da troppo tempo.

La recensione di oggi è dedicata ad un’autrice poliedrica e meritevole che stimo molto sia come scrittrice che come persona.
Aurora Stella è già stata ospite nel mio blog qualche mese fa, quando ho recensito il suo splendido E vissero? e, con Onirica, ha fatto il bis.

I racconti che compongono questo libro sono otto e, qui di seguito, scrivo un paio di righe sulla loro trama e assegno un voto, ovviamente soggettivo e personalissimo, ad ognuno. Premetto che i racconti sono tutti di alto livello e che Aurora ha dimostrato nuovamente di meritare il successo che ha avuto in questi mesi.

A quattro passi da Roma: una comitiva di esuberanti giovani, invitata al matrimonio di amici, dopo la cerimonia nuziale si allontana per qualche minuto dagli altri partecipanti. Una volta soli i ragazzi si trovano costretti a vagare per sconosciute stradine romane, in cerca del ristorante dove si terrà il ricevimento, fino a quando si imbattono in un Festival a dir poco bizzaro. VOTO: 9


Bioagriturismo 100% naturale: Valeria, ragazza malinconica e depressa, incontra Andrea, affascinante illustratore di libri, e se ne innamora follemente, tanto che in breve tempo i due si sposano. Quando il marito muore, la donna scopre che le immagini del suo ultimo lavoro sono qualcosa di più di semplici disegni… VOTO: 8


Nemesi: questo racconto mi ha colpito particolarmente, non perché sia il più spaventoso della raccolta ma perché mi ha fatto riflettere su un atteggiamento tipico degli esseri umani. Spesso dalle notizie di cronaca più disparate si evince che gli uomini ormai credono di poter spadroneggiare impuniti su tutto. Poveri illusi. VOTO: 7


Il mostro: Selvaggia, ragazzina cresciuta a pane e autodifesa (Barbie e pupazzi non fanno certo per lei), indaga sull’identità di un misterioso assassino di adolescenti il quale ha sparso sangue e terrore in tutta Italia. Quando capisce di essere la prossima vittima, la giovane decide di pianificare un piano per scovare il maniaco e per fargliela pagare per tutti gli orribili crimini commessi. Leggendo questa storia mi è venuta in mente Tess, protagonista di uno dei miei racconti preferiti di Stephen King, dal titolo “Maxicamionista”. Per entrambi i racconti il mio commento è solo uno: stupendi! VOTO: 10


I racconti del gatto nero: questa parte può definirsi una raccolta nella raccolta. I racconti Prologo (VOTO: 9), Gli Orchi (VOTO: 7), La Gattara (VOTO: 9) e Cuore di Lupo (VOTO: 7), infatti, dimostrano che non è vero che i gatti neri portino sfortuna ma che, al contrario, salvano la vita a chi se lo merita. Gli altri possono pure continuare a toccare ferro.

In questo libro Aurora dimostra ai lettori che la fantasia non le manca, e che riesce a spaziare senza problemi da una mostruosità aliena ad una del tutto umana. Non posso fare altro che consigliarvi di leggere i suoi scritti perché, fidatevi di me, non ne resterete affatto delusi.

Manu