Parliamo di… “La Strega” – Bianca Pitzorno

Titolo: Sortilegi

Autore: Bianca Pitzorno

Genere: Narrativa

Editore: Bompiani

La Strega è il primo dei tre racconti che compongono l’antologia “Sortilegi”.
Questa storia è ambientata nelle campagne toscane del 1640, dove la peste imperversava terribile e spietata.
La protagonista è Caterina, rimasta sola in tenerissima età in quanto unica superstite della sua famiglia. L’epidemia colpisce implacabile nelle campagne, nei paesi, lungo i fiumi. Le case rimangono vuote, riempite solo dall’eco dei ricordi. Quando i genitori di Caterina si rendono conto che la malattia, ormai, si è fatta troppo grave dicono alla bambina di andare a trovare una vicina di casa, la vecchia Gostanza, e di trascorrere qualche giorno da lei.
Sfortuna vuole, però, che quando la piccola arriva dall’anziana donna trova l’abitazione disabitata. Allora decide di tornare indietro, per parlarne con la madre ma – di nuovo – non trova altro che una casa spoglia e vuota. È in questo momento che Caterina si convince di essere rimasta sola al mondo. La peste non strapperà solo a lei la calda coltre dell’infanzia troppo presto. Altri due bambini, Lorenzo e il piccolo Ippolito, si troveranno infatti a fare i conti con la crudeltà della malattia e con l’egoismo e la malvagità di chi avrebbe dovuto proteggerli.
Le strade di Caterina e Lorenzo si incroceranno circa una decina di anni dopo, quando lui – insieme a un paio di amici – scorgerà una fanciulla bellissima e misteriosa ai margini del bosco, lo stesso bosco che – in paese – si dice sia luogo di sventura. Come se la natura non si fosse dimostrata abbastanza crudele, strappando la vita a centinaia di innocenti, in questo racconto a farla da padrone saranno anche la superstizione e l’ignoranza che, rendendo cieche le persone, le porteranno a comportamenti disumani. A farne i conti sarà, suo malgrado, proprio Caterina colpevole di essere bella, autonoma e senza nessuno pronto a prendere le sue difese.

🔸️Nelle note l’autrice spiega al lettore, con dovizia di particolari, come è arrivata a scrivere questo racconto. Sfumatura degna di nota è anche la scrittura, non moderna ma molto attinente a quella dell’epoca. La Pitzorno svela che, per scrivere in questo modo, si è ispirata alle lettere che la figlia di Galileo Galilei (accusato di stregoneria proprio in quegli anni) scriveva al padre durante la sua clausura monastica.

🔸️Un racconto appassionante, crudo e triste che si rivela in grado di portare il lettore a riflettere sull’assurdità di alcuni comportamenti diffusi all’epoca, spronandolo a non cadere più in simili tranelli facendosi trascinare dall’istinto e dall’ignoranza. I tempi moderni, per diverse sfumature, ricordano quelli antichi e spetta a noi combattere l’angoscia che si è creata a causa della situazione attuale senza cercare – a tutti i costi – un capro espiatorio.

La compagna di scuola – Madeleine Wickham (Sophie Kinsella)

Titolo: La compagna di scuola

Autore: Sophie Kinsella

Genere: Narrativa

Editore: Mondadori

La compagna di scuola è un romanzo di Madeleine Wickham (vero nome di Sophie Kinsella) pubblicato, da Mondadori, nel 2000. Le protagoniste di questo libro sono tre donne: Maggie, Roxanne e Candice. Le tre, amiche da diversi anni, sono molto legate tra loro e hanno una sorta di immancabile rituale consistente nel riunirsi – tutte le settimane – presso un pub e lì trascorrere ore ad assaporare drink, ridere e scherzare. Questa abitudine sembra venire messa in pericolo da un evento prossimo e molto importante; la gravidanza di Maggie è, infatti, ormai arrivata al termine. Maggie è la direttrice della rivista dove le donne lavorano e, in vista del parto, ha lasciato il lavoro e la sua amata Londra per trasferirsi in un’enorme residenza in campagna con il marito. Le amiche, comunque, sono intenzionate a non sospendere i loro incontri ma piuttosto a modificarli in base alle esigenze della neomamma. Durante l’ultima sera al pub prima del parto le tre stanno chiacchierando serenamente quando Candice intravede tra le cameriere un volto noto. Ci mette poco a capire che quella ragazza, costretta a fare un mestiere umile e faticoso, è una sua vecchia compagna di scuola che ha perso, tempo prima, tutti i suoi beni proprio a causa del padre di Candice, noto truffatore. Da quel momento la donna farà di tutto per aiutare la sua vecchia compagna di scuola, Heather. Senza dirle nulla tenta di trovarle un lavoro e una casa. Di spianarle la vita, insomma, poiché si sente in colpa per il gesto crudele compito dal padre tanti anni prima. Roxanne e Maggie sono titubanti di fronte a questa impulsiva decisione di Candice e, col trascorrere del tempo, i loro dubbi su Heather si fanno sempre più insistenti. Mentre Candice sembra adorarla e crede che la ragazza sia un pezzo di pane, alle due amiche Heather sembra di tutt’altra natura; con le sue frecciatine maligne e le sue occhiate sprezzanti. Come si dice, però, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e, a Candice, ne capiteranno di tutti i colori.
Ho trovato questo romanzo molto ben scritto e ben strutturato poiché la trama è decisamente coinvolgente e con un ritmo serrato. Inoltre, le protagoniste sono descritte minuziosamente sia nei loro aspetti caratteriali sia nella loro quotidianità e questo aiuta il lettore a essere coinvolto nella storia che sta leggendo. Rispetto alla saga più famosa della Kinsella, quella di I love Shopping, ho trovato una scrittrice più seria e dalla penna più matura, concentrata a produrre una storia di buona qualità, con risvolti psicologici e momenti di riflessione. Le scene simpatiche non mancano ma non si arriva al livello esilarante a cui l’autrice ci ha abituato facendoci leggere le avventure di Becky Bloomwood. Quindi un’autrice con uno stile un po’ diverso – mi verrebbe da dire più adulto, nonostante la stesura di questo libro sia precedente rispetto alla saga di I love shopping – ma sempre decisamente fruibile e piacevole.

Mia suocera è un mostro – Valentina Vanzini

Titolo: Mia suocera è un mostro

Autore: Valentina Vanzini

Genere: Rosa

Editore: Newton Compton Editori

Prezzo: 9,90 € (cartaceo) 0,99 € (digitale)

Mia suocera è un mostro è uno di quei libri che ti riportano subito con la mente all’estate, al sole, al mare, alle serate in spiaggia. Questo non solo perché la storia è ambientata in una calda estate di un piccolo paese siciliano ma proprio per la bravura dell’autrice la quale, grazie alla sua penna, è riuscita a creare un racconto fluido, armonioso e decisamente divertente.
Leggere questo libro mi ha dato la stessa sensazione che si ha quando si beve un bel bicchierone di acqua fresca in un torrido pomeriggio di agosto.
La protagonista del romanzo è Lexie, una giovane giornalista newyorkese, che incontra James, da lei soprannominato Mr Perfect, con il quale trascorre i primi tempi della loro relazione in un uno stato di pace e complicità quasi idilliaco. Quando James le dice che dovrà recarsi in Sicilia per qualche settimana, per occuparsi di alcuni importanti affari di famiglia, a Lexie non sembra vero: chiede al ragazzo se può accompagnarlo in questo viaggio che, nella sua mente, già si pregusta essere esotico e super trendy. L’uomo acconsente e la giovane non sta più nella pelle all’idea di conoscere le sue tradizioni e la sua cultura. C’è un altro dettaglio che la rende emozionata e impaziente: a Pachino, infatti, conoscerà la madre del fidanzato e già si immagina serate deliziose in compagnia della sua adorabile suocera.

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Le cose, però, iniziano ad apparire diverse da quanto si era immaginata sin da subito: appena arrivata in città, infatti, la suocera inizia a mandarle qualche segnale che dovrebbe fare insospettire la giovane riguardo alle reali intenzioni della donna. Rosaria, infatti (questo è il nome della suocera), è una donna determinata e, soprattutto, attaccata in modo morboso al figlio, Giacomino. Questo è il vero nome di James che, da uomo d’affari maturo e indipendente qual era a New York, appena varcata la soglia di casa in Italia torna a essere solo Giacomino, il cocco di mamma, che dà ragione alla madre sempre e comunque (anche quando il suo comportamento è oggettivamente quello di una megera) e il figlio per cui Rosaria farebbe di tutto, anche giocare tutte le sue carte in modo sporco, pur di non farlo soffrire tra le braccia della ragazza che lei ritiene, in modo completamente pregiudizievole, quella sbagliata.

Da questo momento iniziano una serie di avventure che definire divertenti e spassose è dir poco! Il lettore, che da subito non potrà che fare il tifo per Lexie, la vedrà impegnata in una serie di estenuanti tentativi per cercare l’approvazione della suocera e un minimo cenno di protezione da parte del suo uomo: speranza mal riposta, in entrambi i casi.
A poco a poco la ragazza inizia a fare i conti con una nuova consapevolezza: forse il grande amore di James non è lei ma è, e sarà sempre e solo, mamma Rosaria, contro la quale si rende conto di non avere nessuna chance.
Per fortuna la giovane, per quanto sembri imbranata e pasticciona, è molto in gamba e riesce a trasformare ogni sua disavventura (e, fidatevi, gliene capitano di ogni!) in una motivazione per crescere, andare avanti e non arrendersi. È così che, durante la permanenza in Sicilia, Lexie riesce a fare la conoscenza di diversi personaggi che si riveleranno essere importantissimi per la sua crescita e per dare una svolta, decisiva, alle scelte che influenzeranno il suo futuro.
Questo è il primo libro che la scrittrice, Valentina Vanzini, pubblica con la Newton Compton Editori. La loro decisione di pubblicarla non poteva rivelarsi migliore: il romanzo, come vi ho detto, è fresco, leggero e divertentissimo e il lettore riesce a immedesimarsi nelle disavventure della giovane protagonista. La Vanzini ha una penna che mi ha ricordato quella della mia amatissima Sophie kinsella e, questo, non ha potuto fare altro che farmi divorare il suo libro. Anche il carattere di Lexie, con la sua forza e la sua simpatia mi ha ricordato, vagamente, quello di Becky, protagonista di diversi libri della Kinsella.
Tutto questo, unito alla trama esilarante del libro, non poteva far altro che farmelo apprezzare moltissimo e, a questo punto, sperare che ci sia un seguito!

Classificazione: 4 su 5.

Consigliatissimo!

Manu

Romanzo rosa – Stefania Bertola

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Titolo: Romanzo Rosa

Autore: Stefania Bertola

Editore: Einaudi Editore

Genere: Narrativa

Prezzo: 13 € (cartaceo) 6,99 € (formato digitale)

Romanzo rosa è il secondo libro di Stefania Bertola che recensisco, e devo trattenermi dal recensirli tutti, tanto li trovo divertenti e scoppiettanti!

Sì, ok, forse scoppiettante non è l’aggettivo giusto da abbinare ad un libro ma è proprio ai pop corn caldi e saporiti, che sfrigolano e scoppiettano in padella, che la mia mente va quando penso ai libri di questa autrice. L’idea che muove le trame del racconto è molto originale: la protagonista del libro si chiama Olimpia ed è una bibliotecaria cinquantenne. Un bel giorno decide di prendersi una settimana di ferie per partecipare a un corso per imparare a scrivere libri. Arrivata nella sede indicata sul volantino, fa la conoscenza dei suoi compagni, ognuno con i propri tratti caratteristici ben delineati. A capitanare l’eterogeneo gruppo c’è Leonora Forneris – scrittrice famosa di bestseller conosciuti in tutta la nazione (e oltre?) come Melody. Di questi libri non esiste solo una categoria ma moltissimi sottogruppi: per citarne solo alcuni esistono i Melody Detective, i Classic, i Medical, gli Hot, gli Storici… Questi Melody, per trama e caratteristiche, ricordano molto gli Harmony (non ne ho mai letto uno ma vado per intuito). Durante la settimana, Leonora illustra ai corsisti le varie caratteristiche che ogni Melody deve assolutamente possedere (e qui i cliché si sprecano, regalando al lettore momenti di puro divertimento). In ogni caso, ognuno dovrà scrivere il suo Romanzo Rosa sperando di risultare il migliore del corso per aggiudicarsi un premio… che stupirà il lettore.

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Olimpia ci porta tra le pagine del suo romanzo in lavorazione: nel racconto la protagonista è una giovane e bellissima (poteva essere altrimenti?) donna, che si chiama Turquoise e possiede un piccolo negozio di marmellate. La sua esistenza, tranquilla e placida, verrà turbata dall’arrivo di un uomo (bellissimo, ricchissimo e anche un po’ stronzo) che cercherà di accaparrarsi il suo negozio e il suo cuore. Gli equivoci, i fraintendimenti e i cambi di rotta della trama (forzati dagli appunti che Leonora man mano dispensa agli aspiranti scrittori) non mancano. Anche in questo libro lo stile della Bertola è inconfondibile e la narrazione brillante, pur essendo ironica e leggera, scorre estremamente fluida.

Manu

Principessa Laurentina – Bianca Pitzorno

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Titolo: Principessa Laurentina

Autore: Bianca Pitzorno

Editore: Mondadori

Genere: Narrativa per ragazzi

Prezzo: 10 € (cartaceo)

Buongiorno lettori, oggi voglio parlarvi di una scrittrice che occupa un posto speciale nel mio cuore: Bianca Pitzorno.

La protagonista di questo romanzo è Barbara, la quale, dopo il divorzio dei genitori, ha dovuto abbandonare a malincuore la città nella quale era nata e cresciuta per trasferirsi con la madre e il suo nuovo marito, Lorenzo, a Milano. Ad Alaria (questo il nome della città d’origine) la ragazza ha lasciato il padre, il nonno, la zia e due sue carissime amiche. Disperata e infuriata per essere stata strappata ai suoi affetti per seguire l’egoismo della madre, Barbara non riesce in nessun modo ad abituarsi alla quotidianità nella grigia e fredda città lombarda. Non stringe nuove amicizie, fatica ad accettare il proprio corpo che si sta trasformando a causa dell’adolescenza e trova imbarazzante che una donna dell’età della madre oltre ad essersi risposata sia pure in dolce attesa. In preda alla rabbia per essere stata obbligata a vivere in una casa che non sente sua, lontana dal padre e dalla rassicurante Alaria, Barbara litiga spesso con sua mamma. Quando la sorellina – la Laurentina del titolo – nasce, la situazione peggiora a tal punto che Barbara decide di voler chiedere espressamente alla madre di venire affidata al padre.

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La mamma rimanda la discussione al ritorno di un viaggio che è in procinto di fare con il marito. Il destino sa essere crudele: l’aereo nel quale stanno viaggiando Marcella (la mamma di Barbara) e Lorenzo ha un incidente e tutti i passeggeri muoiono. Barbara, molto scossa, torna a vivere ad Alaria con il padre e lascia la piccola Laurentina a Milano, con due anziane prozie. Dopo qualche mese, però, la giovane, incoraggiata dalle due amiche, torna a Milano per andare a trovare la bambina: trovandola trascurata e triste decidono di rapirla per portarla ad Alaria.

Amo la scrittura della Pitzorno con tutta me stessa. Ho letto molti suoi libri (primo tra tutti “Ascolta il mio cuore” che ho letto e riletto non so più quante volte) e pur essendo una scrittrice dedita alla narrativa giovanile la trovo adatta a ogni età.

Valutazione: ★★★

Ve lo consiglio!

Manu

Emeth – Aurora Stella

Autore: Aurora Stella

Titolo: Emeth

Genere: Horror / Fantasy

Editore: Self publishing

Prezzo: 2,99 € (versione digitale)

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un romanzo misterioso e appassionante: Emeth. La penna da cui è nata questa storia appartiene ad Aurora Stella, che non è nuova in questo blog. Infatti, anni fa, ho già recensito – con molto piacere – due sue meravigliose raccolte di racconti horror.

Cliccando su questo link: https://allyoucanreadblog.wordpress.com/2015/01/09/e-vissero/ potrete leggere la mia recensione del suo E vissero? mentre, se preferite, cliccando al link: https://allyoucanreadblog.wordpress.com/2015/08/30/onirica-aurora-stella/ troverete la recensione di Onirica.

Ma veniamo a noi: la protagonista di questo racconto è una ragazza che vaga spaesata e confusa tra le vie della sua città, in una giornata di pioggia. Per fortuna, a imbattersi in lei, non è un qualche malintenzionato ma una suora, suor Maria Veronica, che la porta nell’istituto dove vive insieme alle altre sorelle. La giovane non ricorda più il suo nome, perciò, la religiosa decide di chiamarla Renée e di prendersi cura di lei.
Una sera, mentre sta per addormentarsi nella sua piccola cella, Renée scorge un grosso gatto nero dagli occhi ambrati che la fissa.

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Quella notte il sonno della ragazza è disturbato da un incubo spaventoso, di quelli così reali e angoscianti da farti svegliare con le palpitazioni e il terrore di addormentarti di nuovo. Per fortuna, quando il sole sorge a illuminare un nuovo giorno, tutto sembra far parte di un altro mondo: quei volti, quelle voci, quei gesti disumani si perdono in un ricordo avvolto dalla nebbia. Solo il gatto è reale e sembra affezionato, in modo viscerale, alla giovane. Renée esce dall’istituto per sbrigare alcune commissioni ma, purtroppo, dovrà fare i conti con una realtà spaventosa: i protagonisti del suo incubo, quegli uomini dai volti crudeli e dagli sguardi cattivi, forse, non sono solo frutto della sua immaginazione.

Aiutata da Nerone, così si chiama il gatto, Renée andrà alla ricerca della verità, percorrendo strade tortuose e impervie che la porteranno, addirittura, al cospetto di un Golem. Tramite una bottega un po’ particolare e ricca di stanze segrete, la nostra giovane protagonista potrà fare un tuffo nei ricordi, dolci e dolorosi, commuovendosi e facendo commuovere il lettore. Così la ragazza troverà la forza dentro di sé per non farsi vincere dalla crudeltà degli eventi ma, al contrario, per dominarli e perseguire il suo senso di giustizia, troppe volte violato da esseri spregevoli e abietti.
Molto interessante anche la scelta che l’autrice opera in alcuni capitoli: grazie al fatto di assimilare il lettore al personaggio che vive la storia, riesce a farlo sentire protagonista in prima persona.
Un racconto, a metà tra l’horror e il fantasy, dove la Vita e la Morte sono entità concrete e non così separate come siamo abituati a conoscerle; e nel quale culture e credenze diverse si incontrano, mescolandosi e dando vita a rivelazioni inaspettate e sconvolgenti. Grazie ad Aurora scopriamo che i mostri non hanno tentacoli o denti appuntiti ma si nascondono tra le persone che ci circondano tutti i giorni: potrebbero essere i professori della vostra scuola o gli impiegati della banca dove mensilmente andate a ritirare lo stipendio. E impariamo che la parola d’ordine su cui è costruita tutta la trama del romanzo è proprio quella che dà il titolo al libro: Emeth. Ovvero, in ebraico antico, Verità.

Classificazione: 4 su 5.

Ve lo consiglio!

Manu

Agatha Raisin e la casa infestata – M.C. Beaton

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Titolo: Agatha Raisin e la casa infestata

Autore: M.C. Beaton

Editore: Astoria Edizioni

Genere: Giallo

Prezzo: 16 € (cartaceo) 8,99€ (versione digitale)

Buongiorno lettori! Oggi a tenerci compagnia sarà uno dei libri della saga di Agatha Raisin, saga che, per fortuna, non accenna a finire! Questo in particolare è il quattordicesimo libro della serie  di successo ormai conosciuta in tutto il mondo (romanzo preceduto da “Agatha Raisin e il caso del curioso curato” e seguito da “Agatha Raisin e il ballo mortale”) e nel racconto troviamo un’Agatha ancora scossa e amareggiata per la fine della sua relazione con James, tanto che la donna decide che non si innamorerà mai più dell’uomo sbagliato e che è di gran lunga preferibile restare solo in compagnia dei suoi gatti. Già che è in un momento di sconforto e di messa in discussione di quanto fatto fino a quel momento, riflette anche sulla possibilità di smettere di perdere tempo dietro a stupide indagini e casi misteriosi… Probabilmente, si dice, è meglio mettersi a fare la casalinga tra un pomeriggio di giardinaggio, una chiacchera con la signora Bloxby e una delle sue tante cene pronte ripescate dal congelatore!

Nonostante tutti i suoi buoni propositi, però, l’arrivo di un nuovo affascinante vicino e la scoperta di una vecchia casa infestata dai fantasmi e ricca di passaggi segreti le faranno cambiare idea su tutti i fronti! La donna, in compagnia di Paul (il vicino di casa) inizierà a curiosare nella vita della vecchia proprietaria della casa infestata, dei suoi figli e dei suoi conoscenti. I colpi di scena si susseguono fino all’epilogo finale che porterà Agatha a domandarsi se, per caso, nel suo futuro non ci sia una brillante carriera da investigatrice privata.

Ve lo consiglio, la Beaton e la sua burbera protagonista dei Cotwolds, vi sapranno tenere incollati alle pagine del libro con le loro avventure e i loro misteri da risolvere!

Valutazione:

Manu

Pazze di me – Federica Bosco

51GMmaH-bRLTitolo: Pazze di me

Autore: Federica Bosco

Editore: Mondadori

Genere: Romanzo rosa

Prezzo: 7,50 € (cartaceo) 4,99 € (formato digitale)

Amo i libri di Federica Bosco: li trovo ironici, divertenti, romantici e anche profondi e questo non è assolutamente da meno.

Oggi voglio parlarvi di Pazze di me sia perché è stato il libro che ha sancito la mia “iniziazione” ai suoi romanzi sia perché è (credo) il suo unico libro che ha, come protagonista, un uomo.

Andrea, abbandonato dal padre a cinque anni e cresciuto in una famiglia dove il matriarcato l’ha sempre fatta da padrone, è ormai abituato alla presenza ingombrante delle donne – sette per voler essere precisi – della sua vita. Donne colte, affascinanti, intelligenti, originali… ma molto invadenti e tutt’altro che di semplice gestione! Proprio a causa dell’indomabilità della sua famiglia, ogni sua relazione è destinata a finire e la cosa si ripete, ciclicamente, ogni volta che Andrea porta a casa la fidanzata del momento. Tutto cambia quando il giovane incontra, in un modo piuttosto originale, la ragazza dei suoi sogni ed è deciso a tirare fuori gli artigli per difendere l’integrità di una relazione a  cui crede con tutto se stesso. È così che, tra mille equivoci ed episodi esilaranti, il ragazzo cercherà di spiccare il volo dal nido per potersene costruire uno con la donna che ama.

Un libro fresco, spumeggiante, ironico, mai scontato. Lo consiglio a chi vuole trascorrere ore piacevoli a ridere e riflettere.

Valutazione: ★★★

Ve lo consiglio!

Manu

A neve ferma – Stefania Bertola

A-neve-ferma-Stefania-Bertola-1Titolo: A neve ferma

Autore: Stefania Bertola

Editore: Salani Editore

Genere: Romanzo rosa

Prezzo: 12,50 € (cartaceo) 5,99 € (versione digitale)

Dopo aver letto tutti i romanzi di Federica Bosco, Chiara Moscardelli e Sophie Kinsella, sono andata alla ricerca – spasmodica e disperata – di qualche altra scrittrice che potesse ricordarmele, come stile e ironia: fortunatamente ce l’ho fatta e mi sono imbattuta in Stefania Bertola!
“A neve ferma” è il primo romanzo (divertentissimo sin dalle prime pagine) che ho letto, seguito, subito dopo, da “Ne parliamo a cena”.
La protagonista di questo libro è Emma: giovane dalle grandi qualità di pasticcera e dalla vita amorosa tormentata.

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Photo by Gustavo Fring on Pexels.com

È, infatti, innamorata di Andrea, che lavora con lei in pasticceria, il quale, la lascia – dopo pochi giorni di relazione ma per la giovane sufficienti per innamorarsi perdutamente di lui – per fidanzarsi con una Vip, sua fissa da sempre, la quale si rivelerà essere più fumo che arrosto. Preda dello sconforto amoroso, Emma vorrebbe mollare tutto ma le viene proposto (e diciamo pure imposto!) di partecipare ad una importantissima gara culinaria internazionale, come assistente di una ragazza che, di cucina, non ne capisce proprio nulla.

Un romanzo divertente e ironico che si fa leggere tutto d’un fiato!

Valutazione: ★★★

Ve lo consiglio!

Manu

Amin, che è volato giù di sotto – Nadia Morbelli

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Titolo : Amin, che è volato giù di sotto

Autore: Nadia Morbelli

Editore : Giunti

Genere: Giallo popolare

Prezzo : 10€ (cartaceo), 4€ (ebook)

Amin, che è volato giù di sotto è il secondo romanzo di Nadia Morbelli, nata a Genova e redattrice in una piccola casa editrice. Attualmente vive tra Genova e il Piemonte, da cui proviene parte della sua famiglia.

Uno dei tratti distintivi di questa autrice e dei suoi romanzi è l’ambientazione nella quale si snodano tutte le vicende narrate: a farla da padrona è, infatti, Genova, con le sue stradine, i caruggi, i palazzi costruiti uno a ridosso dell’altro, la zona del porto antico e del centro storico.

L’io narrante è quello della protagonista, che come l’autrice si chiama Nadia e che, proprio come lei, lavora in una piccola casa editrice genovese.
Una sera Nadia uscendo tardi dal lavoro, in una Genova sulla quale sta scendendo il velo nero e freddo della notte invernale, scorge un sacco scuro lasciato in mezzo alla strada. In un primo momento crede sia un sacco della spazzatura lasciato in mezzo al caruggio da qualche residente poco educato ma capisce ben presto che si tratta, invece, del corpo senza vita di un giovane africano. La polizia, giunta immediatamente sul posto, archivia in quattro e quattr’otto il caso come suicidio involontario: secondo le forze dell’ordine il ragazzo, sicuramente sotto effetto di stupefacenti (che magari oltre ad assumere si occupava anche di spacciare), si è sporto troppo dalla finestra della sua abitazione ed è caduto giù. Una tragedia evitabile, niente di sconvolgente.
La protagonista, che i lettori hanno già avuto modo di conoscere ed apprezzare nel primo romanzo della Morbelli (Hanno ammazzato la Marinin, pubblicato da Giunti), non crede però a questa ipotesi sbrigativa e poco attenta. Decide, per questo, di indagare per conto suo.

Parlando con ex compagni universitari, amiche storiche, colleghi e conoscenti, tra una cena in trattoria ed un fine settimana a casa dei genitori in Piemonte, Nadia scoprirà che dietro la morte di Amin si nasconde un mondo di bugie, traffici illeciti e di insospettabili criminali; e che qualcuno, che dice di essere dell’Interpol, si è messo sulle sue tracce per farla tacere una volta per tutte.
In tutto questo vorticoso susseguirsi di vicende e colpi di scena, ritroviamo il vicequestore Prini, descritto dalla nostra esuberante investigatrice come un uomo rozzo e poco attraente nell’aspetto ma galante nei modi, conosciuto da Nadia durante la sua prima indagine non ufficiale. E il lettore scopre che forse, tra i due, potrebbe nascere qualcosa…

Ve lo consiglio!

Valutazione: ★★★

Manu