La parola ai lettori – Un Regalo Pericoloso

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Buongiorno lettori, voglio scusarmi per la mia assenza in questo ultimo periodo ma sto leggendo due romanzi contemporaneamente, “Primavera di Racconti” antologia di racconti brevi, edita dalla Panesi Edizioni e “Il cortile delle statue silenti” di Francesco Paolo Oreste pubblicato da Pensa Multimedia. Le recensioni a breve! Nel frattempo oggi voglio dedicare questo spazio sul blog per pubblicare alcune recensioni che ho ricevuto in merito al mio romanzo d’esordio. Buona lettura! —————————————————————————————————————————————— “A volte quello che credi di possedere finisce con il possederti”, questa frase, che sa di presagio, è il sottotitolo del primo libro di Manuela Raciti, “Un regalo pericoloso”, edito da Panesi Edizioni e uscito il 10 marzo scorso. Il libro, dedicato soprattutto ad un pubblico di bambini e ragazzi, ma non solo, incuriosisce il lettore già dalla sinossi: “Tommaso è un ragazzino di dodici anni alle prese con una sorella maggiore un po’ scorbutica, Anna, un trasloco inaspettato, una scuola nuova e la scelta del regalo di Natale giusto per i suoi genitori: una collana per la mamma, un paio di pantofole per il papà. Ma può un regalo cambiare la vita di una famiglia? Tommaso e Anna si troveranno a dover combattere contro una forza misteriosa e inspiegabile che rischierà di portare alla pazzia papà Luca. Perché a volte quello che crediamo di possedere finisce con il possederci… La storia è raccontata in modo molto dettagliato; caratteristiche sono le descrizioni degli ambienti e dell’atmosfera natalizia. Tommaso, il protagonista, risulta essere da subito un ragazzino molto intelligente e maturo, che lotterà contro una forza misteriosa che rischia di far diventare matto il padre. La trama è intrigante e presenta un finale inaspettato. L’autrice racconta di avere avuto l’idea di scrivere “Un regalo pericoloso” dopo che al suo fidanzato erano state regalate un paio di pantofole. Ma, inaspettatamente, il suo gatto ne era rimasto terrorizzato. Questo episodio l’ha fatta riflettere su come un qualunque oggetto possa diventare pericoloso agli occhi di chi lo considera sotto una luce diversa. Il racconto ha lo scopo di farci soffermare sul fatto che quando incontriamo qualcuno, che si comporta in modo scontroso, non dobbiamo percepire solo ciò che di lui ci infastidisce ma immaginare che dietro il suo atteggiamento possa esserci un grande malessere. (Dal blog di Denise Inguanta Lettera D http://deniseinguanta.blogspot.it/2015/03/un-regalo-pericoloso-di-manuela-raciti.html?spref=fb) ————————————————————————————————————————————— Se volete trascorrete qualche ora in compagnia di una lettura che vanti candore di contenuti, giovanile freschezza e simpatia, non potete perdervi questo libro, edito da Panesi Edizioni  e frutto della creatività di una giovane autrice, proveniente dalla provincia di Varese, insegnante di sostegno nelle scuole elementari. Il libro, appartenente al genere narrativa per ragazzi, ha come protagonista un  tredicenne, forse un po’ ingenuo per la sua età. Questa l’unica nota stonata, poco credibile, a mio parere, in questo primo e ben riuscito esperimento letterario di Manuela. Forse però  è  poco obbiettivo ritenere che i ragazzini d’oggi siano tutti indistintamente smaliziati a quell’età,  quando poi molto dipende anche da come li si educa, dal contesto familiare e dall’indole di ciascuno di loro. Tommaso è comunque un ragazzino giudizioso, serio, con la testa a posto, giocherellone e un po’ infantile che vive sereno in seno alla sua famiglia e in compagnia dei suoi amici fino a quando un trasloco sconvolge la sua vita, unitamente a un regalo che decide di fare a suo padre, in occasione delle festività natalizie… Il libro sembra dividersi in due parti: nella sua prima metà contiene il divertito resoconto di un’esistenza serena, al riparo da traumi e scossoni;  nella seconda, invece, una misteriosa maledizione si abbatte sulla famiglia del giovane protagonista, rimescolando le carte. L’autrice con capacità espressiva e  feconda fantasia, riesce a planare anche sugli eventi meno piacevoli con candida leggerezza: non stupisce che abbia familiarità con il mondo dell’infanzia di cui il suo Tommaso conserva intatta tutta l’incantevole purezza. Manuela non ci fa mancare nemmeno qualche colpo di scena, mentre la sua penna disegna i personaggi del libro con pochi incisivi ed efficaci tratti, in grado di renderceli  immediatamente cari e reali. Il racconto si sofferma sulla descrizione di dinamiche familiari e amicali con sapiente naturalezza, senza mai annoiare; la trama è ben strutturata; lo stile scorrevole e brillante. Una lettura da consigliare ai vostri figli, ma anche al bambino che alberga in ognuno di noi adulti, amanti della lettura, sempre pronto a stupirci e a emozionarci di fronte a nuove fantasiose storie. (Dal blog di Irene TeyxeiraScrittura-mania http://scrittura-mania.blogspot.it/2015/03/scrittura-mania-segnala-un-regalo.html) ——————————————————————————————————————————————— Ho davvero apprezzato questo volume: da piccola ero un’amante del genere Piccoli Brividi, e la storia che ho letto mi riporta alla mente quei momenti di attesa e eccitazione che s’agitavano in me quando, presa dalla frenesia di voler sapere come andava a finire, passavo ore e ore a leggere. Anche con questo volume è andata così: l’ho finito in fretta, la curiosità era troppa!! Il libro è assolutamente adatto anche ad un pubblico più giovane: non ci sono scene che impressionano o colpiscono fortemente (come invece accade alcune volte ne’ “Il figlio del cimitero”), quindi anche i più piccoli possono leggerlo senza problemi se sono appassionati al genere. La storia mi è piaciuta, è lineare e chiara, ben scritta ed immediata. Anche la conclusione mi ha lasciata a bocca aperta: un vero colpo di scena! Ho solo un appunto: avrei preferito che fosse più approfondito il modo in cui Tommaso trova le ciabatte in camera sua. Non ho capito se qualcuno ce le ha portate, se sono comparse magicamente o se sono sempre state lì, in quella nuova casa. A parte questo, colgo ancora l’occasione di fare i complimenti a Manuela: ha scritto davvero un ottimo libro, che si legge tutto d’un fiato! (Dal blog di Deboradeborasenzah – Recensioni di libri, dove trovate l’articolo completo. http://deborasenzah.blogspot.it/2015/03/recensione-un-regalo-pericoloso.html) ——————————————————————————————————————————————— Una famiglia tranquilla viene sconvolta da un semplice regalo. Ho trovato l’idea interessante. Il libro è scorrevole, si legge tutto d’un fiato. L’atmosfera del libro è a metà strada tra i “Piccoli Brividi” e una moderna fiaba il cui finale aperto , non è affatto scontato.  Non aggiungo altro sulla trama perchè il libro merita di essere scoperto e gustato un po’ alla volta senza anticipazioni. Può essere letto da chiunque senza limite di età. Spero sia il primo di una lunga serie. (Lupo Impetuoso – Amazon)

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Una storia calda, una famiglia che esprime tenerezza, il natale, un fratello e una sorella che litigano, un trasloco, comportamenti anomali, un pizzico di mistero e un “Regalo Pericoloso”. Questi sono solo alcuni degli ingredienti del libro di Manuela Raciti, appassionata lettrice che esprime tutta la sua bravura, fantasia e il suo ottimo stile di scrittura nelle pagine di questo racconto. Ti porta passo dopo passo a leggerlo tutto d’un fiato, i capitoli si intrecciano in un modo semplice e scorrevole, le descrizioni ambientali e degli eventi sono uniche e non rappresentano una scrittrice alle prime armi, anzi [… Decine di foglie di un colore verde scuro e grandi come il pollice della mia mano, brillavano alla luce del sole prossimo al tramonto. ..]. Con sorpresa riesce a trasportare il lettore a quando da bambino viveva giorno dopo giorno l’arrivo del Natale, la corsa per i regali, l’albero, le luci, l’allegro scompiglio generale e il fatidico pranzo […era un’insegnante in pensione e… pure una zitella incallita e convinta…] ironica e precisa descrizione del parentato, credo comune a molti. Il racconto nel suo insieme regala le emozioni dei giorni del Natale, ricordi ed esempi di una unione familiare che nel tempo, purtroppo per alcuni, vanno a svanire. Il finale è un colpo di scena inaspettato, ma è proprio quel tocco che ha dato un pizzico di magia in più. Consiglio questo libro non solo ai bambini, ma anche ai sognatori e a chi ha ancora voglia di farlo. (Recensione a cura di Ivan Caldarese sul blog Scritturati, http://www.scritturati.com/2015/03/ivan-caldarese-recensisce-per-noi-un.html?spref=fb)
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Se le nonne ripetono sempre ai nipoti di stare attenti agli oggetti incustoditi, di non giocare o “dare confidenza” a ciò che, per quanto all’apparenza sembri innocuo, non se ne conosce la provenienza, un motivo c’è. E non sempre si tratta di qualcosa di semplice da gestire e di cui è facile disfarsi. La vecchia saggezza popolare, che sia basata su fatti reali o su leggende, non è mai campata per aria ma, più passano i decenni e più le nuove generazioni tendono a dimenticarle, soprattutto se, con la famiglia, scelgono di abitare in una casa non proprio di recente costruzione. Per metà “Piccoli brividi” e per metà horror che ricorda vagamente i romanzi di Stephen King basati su elementi paranormali e oggetti posseduti, (vedi Christine – La macchina infernale o Cose preziose), Un regalo pericoloso di Manuela Raciti (Panesi edizioni, pp. 93, 2,99 €) è un romanzo per ragazzi semplice e accattivante che tende a rispolverare dalle ragnatele del tempo e delle mode letterarie, l’essenza classica del paranormale, quando a dominare le pagine e ad inquietare i lettori appassionati del genere non erano lupi mannari o vampiri (o per lo meno non solo), ma oggetti dotati di malefica vita propria e oscure leggende e storie ad essi legate. Pur senza strafare in dettagli angoscianti, l’autrice, con uno stile fresco e corretto, semplice e lineare, riesce a calibrare nel modo giusto l’elemento horror con il target a cui è rivolto; crea l’atmosfera ideale per catturare l’interesse dei giovani lettori, li incuriosisce, dando loro ciò che ovviamente cercano in questo genere di lettura, senza però esagerare. Il testo è ben strutturato e il finale, non a caso e in perfetta sintonia con l’ambientazione paranormale, pur concludendo la vicenda lascia al lettore una sorta di sospeso che che gli permette di fantasticare e immaginare. ( Dal blog di Cinzia CerianiLibero Volo, http://www.liberovolo.it/2015/05/09/recensione-un-regalo-pericoloso-di-manuela-raciti/)

La mia prima intervista!

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Buongiorno lettori! Dopo tanto parlare di libri altrui, oggi voglio pubblicare l’intervista che mi è stata fatta dalla Panesi Edizioni (http://panesiedizioni.it/ ), la mia casa editrice, che ringrazio moltissimo per l’opportunità che mi ha dato.

“La prossima settimana uscirà una nuova storia per bambini e ragazzi, Un regalo pericoloso di Manuela Raciti. Diamo a lei la parola per presentare se stessa e il suo e-book!

Chi è Manuela Raciti?

Sono nata a Chiavari, in Liguria, ventisette anni fa. Figlia unica di Silvana e Roberto, ho vissuto con loro e con le nostre gatte fino a quattro anni fa. Nel 2011 ho fatto armi e bagagli e, con coraggio e una sana dose di incoscienza, mi sono trasferita in provincia di Varese. Nonostante il grande affetto verso chi ho lasciato (lasciato solo fisicamente, le persone importanti che ho avuto la fortuna di incontrare nel cammino della mia vita continuano ad essere al mio fianco, nonostante i chilometri che ci dividono), a quattro anni di distanza posso dire che la mia scelta è stata la migliore che potessi fare. In questi anni ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose, di ampliare la mia cerchia di amicizie, e di condividere la mia vita con Davide, il mio fidanzato. Sono da sempre una grande amante degli animali, fedeli compagni di vita che, ovunque io sia, mi regalano quotidianamente gioie e sorrisi, nonostante siano anche parecchio impegnativi. Detto questo, ne vale assolutamente la pena!

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Credo che la mia passione per la scrittura sia nata insieme ad un altro mio grande amore, la lettura. Ho cominciato a leggere molto presto, grazie all’aiuto dei miei genitori, e, come ad ogni bambino, la fantasia non mi è mai mancata. Pochi anni dopo aver scoperto le meraviglie della lettura, mi sono approcciata alla scrittura, scrivendo i primi capitoli di libri che poi non ho mai finito. Durante le scuole elementari ho anche partecipato ad un concorso di poesie, indetto dalla Biblioteca di Lavagna (Ge), dove ho manifestato il mio amore per gli animali proponendo una poesia contro la caccia. Con il trascorrere degli anni ho trovato nella scrittura una valvola di sfogo, la penna è diventata il mezzo più adatto per viaggiare con la mente, per riuscire ad alzarmi in volo anche durante i periodi più bui.

Il tuo lavoro di insegnante ti ha aiutata a crescere come scrittrice?

Da diversi anni sono educatrice. Lavoro come insegnante di sostegno nelle scuole seguendo diversi bambini con difficoltà. Ogni bambino che ho conosciuto è un mondo a sé stante e pensare di potersi approcciare ad ognuno di loro allo stesso modo è impensabile. Più che avermi aiutata a crescere come scrittrice, il mio lavoro mi ha aiutata a tornare un po’ bambina, cercando di vedere le cose anche con i loro occhi, e non più solo con i miei. Non credo sia un caso se il mio romanzo d’esordio è un libro per ragazzi.

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Hai un immaginario preciso a cui attingere?

Il mio libro è simile, come genere, ai romanzi della collana “Piccoli Brividi”, che hanno accompagnato la mia infanzia e che mi hanno inevitabilmente influenzata. Il mio scrittore preferito è, senza ombra di dubbio, il geniale Stephen King. Di lui ammiro, tra le tante cose, la capacità di fare entrare i lettori nella sua mente, di catapultarli nelle sue fantasie, le quali diventano magicamente concrete. Leggendo i suoi romanzi mi si è presentato davanti agli occhi, un mondo immaginario, tanto spaventoso quanto affascinante. Ogni pagina letta è un passo dentro alle vite dei suoi personaggi.

Un regalo pericoloso - Manuela Raciti

Come nasce Un regalo pericoloso?

L’idea per Un regalo pericoloso è nata in modo divertente. Un giorno al mio fidanzato regalarono un paio di pantofole a forma di testa di Homer Simpson, di quelle grandi e morbide. Inaspettatamente, appena le mise ai piedi, il nostro gatto, Cookie, ne rimase terrorizzato: fissandole con gli occhi sbarrati, proprio come si guarda un nemico pericoloso o qualcuno che potrebbe rappresentare una vera minaccia, fuggì a nascondersi sotto i mobili e ci rimase per ore. Quest’episodio bizzarro mi fece pensare a come un qualunque oggetto, anche il più innocuo, possa diventare pericoloso agli occhi di chi lo considera sotto una luce diversa.

Vuoi descriverci brevemente i personaggi?

Il protagonista del romanzo è un ragazzino, Tommaso. Durante tutta la storia, Tommy si troverà a lottare, con l’aiuto della sorella maggiore Anna, contro una forza misteriosa e inspiegabile che sta portando alla pazzia loro padre, Luca. Per ultime, ma non per questo meno importanti, non posso non citare tra i personaggi le pantofole stesse.

Cosa vorresti rimanesse ai lettori della tua storia?

Con questo racconto vorrei, anche se in modo celato, provare a far riflettere sul perché del comportamento degli altri. A volte, quando incontriamo qualcuno turbato e scontroso, riusciamo a percepire solo ciò che di lui ci infastidisce, senza immaginare che dietro vi possano essere “un paio di pantofole” che lo perseguitano (a volte senza che nemmeno se ne renda conto), e che la sua scontrosità rappresenti in realtà un inconscio grido d’aiuto. Credo che bisognerebbe cercare di metterci nei panni degli altri, guardando oltre alle apparenze, soprattutto quando queste nascondono le difficoltà di un nostro caro.

Tutti abbiamo “un paio di ciabatte che ci perseguitano”, più o meno reali. Quali sono le tue?

La scorsa estate ho scoperto, per puro caso, di avere un serio problema di salute il quale, senza scendere troppo nei dettagli, mi ha fatto vivere parecchi momenti difficili, lasciandomi per un periodo appesa ad un filo. La consapevolezza che questa malattia sarà un’indesiderata compagna di viaggio, con cui dovrò sempre bisticciare per rimanere in piedi, la rendono inevitabilmente la regina delle mie pantofole maledette.

Tu hai anche un blog personale, ALL YOU CAN… READ!, in cui unisci la tua passione per la scrittura a quella per la lettura. Per usare un citazione letteraria/cinematografica… Ma come fai a fare tutto???

Ho creato il mio blog All you can…read! d’istinto, seguendo un impulso che ho sentito nascermi dentro. Ho deciso di iniziare a recensire libri per diversi motivi: primo tra tutti la voglia di condividere con altri amanti della lettura pareri e opinioni sui romanzi letti. Credo poi che, in un’era come la nostra, la diffusione di internet sia ormai così massiccia che possa rappresentare un ottimo trampolino di lancio per gli autori emergenti, motivo per cui, tra un libro di King e uno di Orwell, ci tengo molto a recensire anche romanzi di autori emergenti, brillanti e capaci, anche se ancora non conosciuti ai più. Ritengo, infine, che scrivere recensioni sui libri letti unisca l’utile al dilettevole: lo trovo un buon metodo per tenermi in costante allenamento, quando non riesco a trovare il tempo per scrivere i miei racconti. Come si può immaginare, la stesura dei testi non è semplice perché le idee ci sono (e sono tante) ma lavorarci sopra richiede molto impegno. In alcuni periodi scrivere per me è fondamentale: in quei periodi, nel tempo libero, invece di guardare la tv, mi siedo davanti al computer e lascio fluire le parole. Altre volte, invece, per una serie di motivi non riesco a farlo: è soprattutto in quei momenti che mi concentro maggiormente sul blog.

Hai già qualche nuovo progetto in cantiere?

Sì! Sto lavorando ad una raccolta di racconti brevi a tinte nere, un mix di storie vere, incubi e fantasie. Ogni storia non è collegata alle altre se non per la comune sensazione di angoscia e inquietudine che ho cercato di trasmettere in ognuna di esse.

Intervista a cura di Annalisa Panesi

Vi ricordiamo che Manuela è anche una delle prime classificate del nostro concorso Primavera di Racconti, e la sua opera sarà inserita nell’antologia in uscita il 21 marzo!”

Trovate l’intervista originale a questo indirizzo: http://panesiedizioni.it/manuela-raciti-tra-animali-scuola-e-un-paio-di-pantofole-dispettose/

Manu