L’uomo in fuga – Stephen King

815blNJPJAL._SL1500_

Voglio iniziare la mia avventura recensendo l’ultimo (di molti) libri di King che ho letto.

“L’uomo in fuga” è ambientato in un futuro non troppo lontano, in una città che altro non è che lo specchio di una società diventata con il tempo triste, corrotta, inumana.

Ben Richards è un giovane disoccupato, che vive in un quartiere popolare con la moglie (la quale per racimolare qualche dollaro si prostituisce sotto casa) e con la figlioletta, nata da pochi mesi e già gravemente ammalata.

Disgustato e incazzato per come vanno le cose, e deciso ad aiutare in ogni modo la famiglia, Ben decide di partecipare alle selezioni per diventare concorrente di uno dei reality tanto acclamati dal popolo dei benestanti, dal popolo di quelli che “…non sanno cosa sia la disperazione… i lupi non urlano nelle loro pance, i loro cervelli non sono pieni di sogni assurdi e marci, di folli speranze.”

Reality nei quali la vita dei concorrenti, uomini poveri e provati da una vita di stenti e difficoltà, viene messa a dura prova, ridicolizzata, umiliata, violentata. Tutto per il divertimento di pochi, il quale, a quanto pare, vale più dell’esistenza di molti.

Viene scelto.

Il suo è il gioco più pericoloso e la posta in gioco è alta: cento dollari l’ora, per ogni ora che il ragazzo riuscirà a soppravvivere ai Cacciatori, uomini senza scrupoli assoldati per scovarlo ed ammazzarlo. Ben dimostra di avere più astuzia e coraggio di qualsiasi concorrente mai visto fino a quel momento.

Il romanzo, ben scritto e rapido, esplode in un puro stile Kinghiano nelle ultime 10-15 pagine. Non vi svelo di cosa parla ma il modo nel quale le scene vengono descritte non avrebbe potuto trarre in inganno un attento lettore!

Un libro del 1982 scritto dal grande maestro King, targato Richard Bachman. Non è l’unico libro che King ha scritto sotto falso nome e, da quanto affermato da lui, un altro romanzo targato Richard Bachman ha venduto 28.000 copie, diventate poi 280.000 quando l’autore ha ammesso di essere in verità Stephen King.

Questa cosa mi fa pensare che forse dovremmo imparare ad andare oltre gli schemi mentali (e automatici) che spesso ci impongono di acquistare libri solo di autori conosciuti e famosi.

Perchè se è vero che il nome è una garanzia, alcune volte dietro ad un autore sconosciuto ed emergente potrebbe nascondersi un genio.

Buona lettura!

Manu